Sardegna, 16 morti. Trovato vivo un disperso. L’ira degli sfollati: “Nessuno ci ha avvisato”

Sardegna, 16 morti. Trovato vivo un disperso. L’ira degli sfollati: “Nessuno ci ha avvisato”

CAGLIARI – Il governo ha decretato lo stato di emergenza in Sardegna dopo il devastante passaggio del ciclone Cleopatra che ha seminato morte e distruzioni. Il bilancio provvisorio della Protezione civile regionale indica 18 vittime, di cui 13 tra Olbia e provincia, e due dispersi nel nuorese, uno a Onanì…

CAGLIARI – Il governo ha decretato lo stato di emergenza in Sardegna dopo il devastante passaggio del ciclone Cleopatra che ha seminato morte e distruzioni. Il bilancio provvisorio della Protezione civile regionale indica 18 vittime, di cui 13 tra Olbia e provincia, e due dispersi nel nuorese, uno a Onanì e l’altro a Torpè.  TROVATO UN SOPRAVVISSUTO È stata ritrovata viva una delle due persone ancora disperse per il maltempo in Sardegna. È un allevatore di Torpè (Nuoro) che è stato rintracciato dalla Protezione civile ma ha rifiutato di lasciare il suo podere. Manca ancora all’appello una persona di Onanì.  L’UE «Siamo pronti a valutare qualsiasi richiesta venga dall’Italia nei prossimi giorni o nelle prossime settimane. Seguiamo da vicino la situazione ed i miei servizi sono in stretto contatto con le autorità della Protezione civile in Sardegna», così il commissario alle Politiche regionali Ue Johannes Hahn sul disastro che ha colpito la Sardegna.  AIUTI DALLO STATO Il Consiglio dei ministri, riunito stamattina d’urgenza dal premier Enrico Letta, ha stanziato 20 milioni di euro per i primi aiuti. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano segue passo passo l’evolversi della situazione in contatto diretto con le prefetture. Anche la Giunta sarda è riunita per deliberare lo stato di calamità e fondi aggiuntivi pari a 5 milioni di euro rispetto a quelli nazionali.  Aiuti sono attesi anche dall’Unione europea, nel frattempo il presidente della commissione Barroso ha espresso il cordoglio alle famiglie delle vittime. Franco Gabrielli, il capo della Protezione civile nazionale, è in Sardegna dalle prime ore del mattino per coordinare le operazioni di soccorso. Insieme a lui anche il governatore Ugo Cappellacci, sui luoghi della tragedia già da ieri notte. Atteso invece per il primo pomeriggio il ministro della Difesa Mario Mauro che ha garantito la disponibilità di uomini e mezzi dell’esercito.  DEVASTAZIONE Le zone più colpite restano Olbia e l’intera Gallura, la Baronia, sulla costa centro-orientale, il nuorese e alcuni aree del Campidano. L’evento che ha messo in ginocchio l’isola è stato del tutto eccezionale. «In sole 24 ore – ha detto Gabrielli – è sceso un quantitativo di pioggia pari a sei mesi con punte di 450 millimetri nella zona di Orgosolo nelle ultime 12 ore. Con queste quantità non ci sono territorio al riparo». Per la Coldiretti in 306 comuni sardi su 377, pari al 81% del totale, ci sono porzioni di territorio ad elevato rischio idrogeologico per frane e alluvioni.  SOCCORSI Tutta la macchina dei soccorsi è in moto. Almeno 350 i vigili del fuoco mobilitati con doppi turni di lavoro, centinaia gli uomini delle forze dell’ordine che operano ininterrottamente dalla notte scorsa. Migliaia gli sfollati, molti dei quali hanno dormito in hotel o strutture pubbliche messe a disposizione dai comuni. Scuole chiuse nei centri più colpiti dal ciclone e ancora difficoltà nei collegamenti viari con il blocco di strade allagate, sprofondate o invase da frane. Riaperto invece stamattina l’aeroporto di Olbia Costa Smeralda.   SISTEMA HA FUNZIONATO «Il sistema di allertamento nazionale ha fatto il suo dovere». Lo ha detto ad Olbia il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, aggiungendo che sono infondate le accuse di ritardi nell’allerta e che quello di ieri è stato «un evento eccezionale». «Chi ha lanciato false accuse ne risponderà», ha aggiunto.  TANTA ACQUA QUANTA IN SEI MESI «Questa è una calamita naturale. In 24 ore è sceso un quantitativo di pioggia pari alle precipitazioni di sei mesi, con punte di 450 millimetri nella zona di Orgosolo (Nuoro) in 12 ore», ha detto Franco Gabrielli. Tutta la zona orientale, da Villagrande sino ad Arzachena ha registrato, secondo la Protezione civile, valori fra 250-400 millimetri. «Con questi quantitativi – ha aggiunto Gabrielli – non ci sono territori a riparo».  «Il sindaco di un paese vicino Olbia ha dato l’ordine di lasciare il territorio ma molti cittadini non si sono voluti allontanare dalle loro case, salvo poi richiedere l’aiuto di elicotteri a tarda notte», ha detto il capo della Protezione civile Franco Gabrielli spiegando che finchè non ci sarà la consapevolezza di tutti i soccorsi in situazioni come queste diventano difficili.   GLI SFOLLATI ACCUSANO: “NESSUNO CI HA AVVISATI” È tanta la disperazione degli abitanti di Olbia colpiti dalla alluvione. Mentre tentano di salvare il salvabile in una marea di fango che ha invaso le case del quartiere di Sant’Antonio, si sfogano: «Nessuno ci ha avvisato – accusa una insegnante – non si era mai vista tanta acqua a Olbia, ma se questa è una zona a rischio perchè nessuno ci ha avvisato? Dovevano dirci da ieri di non uscire di casa. Io ero a scuola quando è successo il disastro e non potevo tornare a casa. Ora abbiamo perso tutto, chi paga i danni?». Nei quartieri periferici di Olbia, dove l’alluvione ha fatto vittime e dispersi, nonostante il sole di questa mattina, si guarda il cielo con preoccupazione. Centinaia di persone sfollate, dopo aver dormito in alberghi e case di amici e parenti, questa mattina sono tornate nelle proprie abitazioni per tentare di salvare il salvabile, ma una marea di fango ha distrutto tutto ciò che c’era dentro le case ai primi piani e negli scantinati. La disperazione è tanta, per chi ha visto svanire in pochi attimi i suoi averi: «In questa strada è morta un’anziana – raccontano in lacrime gli abitanti di via Lazio – e abbiamo vissuto momenti di vero terrore, ieri sera». La denuncia è unanime: «Perchè non siamo stati avvisati in tempo?». «Ma questa è Protezione civile o incivile?» domanda una donna mentre fa la conta dei danni nella sua casa. «Vivo a Olbia da 40 anni – racconta – non avevo mai visto una cosa del genere, è peggio dell’alluvione del ’78. Ma se queste sono zone a rischio, vicino ai fiumi, perchè ieri la Protezione civile non ha fatto nulla per avvisarci? Ho sentito dire – accusa la donna – ma spero non sia vero, che è stata aperta la diga del Liscia, se fosse così sarebbe davvero terribile, perchè qui è arrivata una marea d’acqua, una cosa che non si era mai vista». (Leggo.it)

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