Sbaglia di proposito il rigore che non c’era. Il baby calciatore: “Conta la correttezza”

Sbaglia di proposito il rigore che non c’era. Il baby calciatore: “Conta la correttezza”

ANCONA – «Dodici anni» e «le scarpette di gomma dura». Come il Nino cantato da De Gregori nella Leva calcistica della classe ’68. Ma Luca non ha «il cuore pieno di paura». No, lui quel rigore lo sbaglia di proposito. Anche se sta perdendo. L’arbitro glielo fischia, ma il fallo…

ANCONA – «Dodici anni» e «le scarpette di gomma dura». Come il Nino cantato da De Gregori nella Leva calcistica della classe ’68. Ma Luca non ha «il cuore pieno di paura». No, lui quel rigore lo sbaglia di proposito. Anche se sta perdendo. L’arbitro glielo fischia, ma il fallo è suo. E così Luca sistema il pallone sul dischetto a cuore leggero. Un accenno di rincorsa. Poi il tiro che è un passaggio al portiere. Non è giusto, prendila. «Alla Giovane Ancona ci hanno insegnato che il risultato conta meno di altri valori. Al primo posto ci sono la correttezza e la sportività. Il rigore non c’era, mi è venuto naturale pensare di sbagliarlo. Anche se eravamo sotto di un gol», racconta Luca Impiglia,tredici anni a maggio, anconetano che vive con mamma e papà ad Agugliano.  Domenica mattina, campionato della categoria Giovanissimi. Campo dell’Aspio. La Giovane Ancona riceve il Palombina. Perderà 6-2. Dopo un quarto d’ora è 1-0 per gli ospiti. Poi ecco la possibilità di pareggiare. Fa fallo Luca, ma per l’arbitro la scorrettezza è del suo avversario. Rigore. Luca cerca lo sguardo del suo allenatore. «È stato un attimo. Ci siamo capiti al volo», spiega Sandro Santini.

 

«Ma la decisione è stata condivisa da tutti. I suoi compagni si sono rivolti a me come per dire, mister, mica saremo matti a segnare?». E infatti no. Luca sbaglia. Lo applaudono la squadra, gli avversari, i genitori in tribuna, tutti. «Ma non ho fatto nulla di speciale», dirà lui.  E invece sì. Con il calcio dei piccoli che ancora una volta riesce a dare una lezione a quello dei grandi. Pieno di odio. Di razzismo. Di cori vergognosi. «Mi auguro che i miei ragazzi, crescendo, non dimentichino certi insegnamenti. E che mantengano questo fair play», conclude Santini.  Diego Franzoni, presidente della Giovane Ancona, auspica: «Il gesto di Luca è da cartellino verde», cioè il terzo cartellino (dopo il giallo e il rosso) in dotazione all’arbitro nel settore di base, quello che non punisce il calciatore che infrange il regolamento, ma gli riconosce un’azione di gioco corretto. Se l’arbitro di domenica ha annotato il nome di Luca sul referto, allora la Figc potrebbe premiarlo. (Leggo.it)

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