Terzo scudetto alla Lazio? Poco fa la notizia che fa il giro del web

Terzo scudetto alla Lazio? Poco fa la notizia che fa il giro del web

IN ARRIVO LA PETIZIONE: LE ULTIMISSIME! Era il 1894: in Germania doveva giocarsi la finale di campionato tra Viktoria Berlino e Hanau; ma la partita non si giocò, perché l’Hanau non riuscì a raggiungere il terreno dello spareggio. La vittoria fu allora assegnata d’ufficio al Viktoria Berlino. Ma ben 113…

IN ARRIVO LA PETIZIONE: LE ULTIMISSIME!

Era il 1894: in Germania doveva giocarsi la finale di campionato tra Viktoria Berlino e Hanau; ma la partita non si giocò, perché l’Hanau non riuscì a raggiungere il terreno dello spareggio. La vittoria fu allora assegnata d’ufficio al Viktoria Berlino. Ma ben 113 anni dopo, nel 2007, lo spareggio si è finalmente giocato (con vittoria, stavolta conquistata sul campo, del Viktoria Berlino). Qualcosa di analogo successe in Italia nella stagione 1914/15: quell’anno, a disputarsi la vittoria dello scudetto, erano Genoa (squadra vincente tra quelle del nord) e Lazio (tra quelle del centro-sud). Ma, a causa dell’entrata in guerra dell’Italia, il campionato fu sospeso. Nel 1918, lo scudetto fu allora assegnato d’ufficio al Genoa, che fu ritenuta tecnicamente superiore alla Lazio. 

Gian Luca Mignogna, Avvocato romano tifoso della Lazio, come anticipato nell’articolo di ieri, ha messo in discussione l’assegnazione dello scudetto del Campionato 1914-15 al Genoa, e ha scritto una lettera alla Deutscher Fussball-Bund per sondare il terreno in Germania, richiedendo una copia integrale del provvedimento con la quale la stessa ha deliberato di far disputare lo spareggio per l’assegnazione del titolo 113 anni dopo la sua assegnazione “a tavolino”. Stando alle voci, sembrava che l’idea dell’avvocato fosse quella di far disputare a Lazio e Genoa una partita che decidesse una nuova vittoria dello scudetto, proprio come successo in Germania. Ma le cose non stanno proprio così. L’Avvocato Mignogna ci ha concesso un’emozionante e preziosa intervista: come stanno davvero le cose?

 Avvocato Mignogna, la Federazione calcio tedesca ha risposto alla Sua lettera?

Assolutamente sì. La Federazione tedesca è stata di una velocità incredibile: mi ha risposto dopo quattro giorni, chiarendo che lo spareggio tra il Viktoria Berlino e l’Hanau è stato dalla stessa autorizzato, però in questo caso su richiesta di entrambe le squadre.

 

E dunque, una volta ottenuta questa risposta, quali saranno i Suoi prossimi passi? Ha avuto contatti con Lotito?

No, io contatti ufficiali non ne ho mai avuti. Ho avuto contatti con il Presidente della Polisportiva S.S.LazioAntonio Buccioni, che ho avuto il piacere di incontrare al Circolo Canottieri Lazio: persona squisita, con cui ho avuto uno scambio di opinioni a tuttotondo sulla questione, e che condivide con me il pensiero di trovare la strada migliore per poter rivendicare l’assegnazione ex aequo dello scudetto 1914-15.

 

Quali analogie trova tra caso tedesco e caso italiano?

C’è un’analogia evidente. Abbiamo due esempi di campionati europei in cui vi fu un’assegnazione a tavolino, anche se per motivi diversi: nel 1894, in Germania, la vittoria fu assegnata al Viktoria Berlino per motivi economici, in quanto l’Hanau non riuscì a raggiungere la sede dello spareggio. Nel 1914-15, in Italia, la questione è derivata dalla sospensione indetta dalla Federazione per lo scoppio della Prima guerra mondiale, quindi è diversa la radice, però in entrambi i casi vi fu un’assegnazione a tavolino. In Germania questa assegnazione è stata rivista dopo 113 anni, nel 2007. In Italia non ancora. Dobbiamo tenere presente, però, che la Germania ha una cultura sportiva meritoria diversa da quella che prevale in Italia. Ad ogni modo, si tratta di un precedente importante, perché dimostra come, quando ci sono volontà, buon senso e sportività, anche a distanza di tanti anni si può porre rimedio a un’anomalia, a un errorecommesso tanti anni prima.

 

Ma Lei, allora, Avvocato, si “accontenterebbe” di un ex aequo?

Io direi che l’ex aequo è proprio il punto centrale della questione. Non credo che in Italia tra la Lazio e Genoa si debba disputare uno spareggio a distanza di 100 anni, con le società che hanno avuto un’evoluzione diversa e con i giocatori che ovviamente non sono più gli stessi! No: l’idea dello spareggio è uscita sui giornali, ma non è una mia idea. Io sono assolutamente per l’assegnazione ex aequo del titolo: al Genoa come migliore squadra, in quel momento, cioè al momento della sospensione del Campionato 1914-15, del nord, e alla Lazio come migliore squadra del centro-sud. Sarebbe un atto equo, giusto, riparatorio. E si dimostrerebbe come, anche a distanza di tempo, laddove ci sono studio, conoscenza e buon senso, si possono correggere errori fatti in passato.

 

E se invece si giocasse di nuovo davvero? Come immagina che si potrebbe giocare la partita? “All’antica”, come in Germania? Magari dopo l’adozione della maglia dei “meno nove” si potrebbe optare per una maglia in stile 1915: sarebbe un omaggio ai caduti in guerra…

Sarebbe anche affascinante da un certo punto di vista, ma io riterrei di poter escludere questa possibilità di disputa della partita. L’ex aequo sarebbe sicuramente il provvedimento più auspicabile per tutti. Tra l’altro non toglierebbe lo scudetto al Genoa, che effettivamente, qualora si andasse in un’altra direzione, potrebbe opporsi a questa iniziativa.

 

Lei è un avvocato. Ma ci dica la verità: quanto serve la passione del tifoso per occuparsi di una questione del genere? Per la Roma, ad esempio, avrebbe fatto lo stesso?

Io sono un avvocato civilista e cassazionista: svolgo una professione che di per sé assorbe tantissimo tempo. In questo mese, da quando ho lanciato questa iniziativa, l’aspetto calcistico ha sottratto del tempo a quello legale. Sicuramente c’è tanta passione, ma c’è anche conoscenza, perché sono un amante delle statistiche, dello studio degli aspetti sportivi. Sono un collezionista di almanacchi. Devo essere sincero: probabilmente per la Roma non l’avrei fatto! Sono pur sempre un tifoso…

 

È affascinato dall’idea che nel cuore dei tifosi laziali, accanto a Maestrelli ed Ericksson, potrebbe comparire lei come “anima virtuale” di questo terzo titolo?

Non oso nemmeno compararmi con loro! No, assolutamente. Mi farebbe piacere riuscire a dare un contributo in questo senso, ma mi sembrerebbe davvero troppo (e fuori luogo) pormi sul loro stesso piano. 

Eppure, è prevedibile che Lei diventi un eroe per qualcuno…

Io non voglio diventare un eroe. Io vorrei soltanto riuscire a risolvere una questione che per 100 anni ha rischiato di rimanere sepolta e finire nell’oblio del dimenticatoio. Vorrei riuscire a sensibilizzare prima le varie componenti bianco-azzurre, dopodiché vorrei convincere la Lazio a presentare un ricorso ufficiale, e quindi far leva su certi argomenti per indurre la Federazione a nominare una commissione che possa approfondire la questione: questo è l’obiettivo. Teniamo presente che la Lazio è il club italiano dell’epoca che diede il contributo più grande, in termini di caduti, alla Grande guerra. Come recentemente appurato con la comunicazione di LazioWiki «Dal Tevere al Piave», non ci sono altre squadre che hanno dato un contributo per la patria così importante. Non dimentichiamo nemmeno che la Lazio dell’epoca non esitò a destinare il proprio campo di gioco, che era quello degli orti della Farnesina, in tempo di guerra, ai fabbisogni della popolazione romana. Non dimentichiamo cosa è stata la Lazio, come polisportiva, per tutti i ragazzi di Roma, del Lazio e un po’ del centro-sud. Per cui anche da un punto di vista etico, morale, potrebbe essere un premio per quello che è stata la Lazio, davvero a tutti i livelli, come squadra “faro” di tutto il centro-sud dell’epoca. Ne approfitto per dire che da qui a qualche giorno è imminente il lancio di una petizione a tutti i laziali su questo argomento.   

I nostri migliori auguri all’Avvocato Mignogna per la sua brillante iniziativa. (pontilenews.it)

Cittaceleste.it

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