Seedorf come Sacchi e Tabarez: k.o. alla prima europea

Seedorf come Sacchi e Tabarez: k.o. alla prima europea

Non inizia nel migliore dei modi l’avventura da allenatore in ambito internazionale per Clarence Seedorf; ma non è detto che il k.o. con l’Atletico sia un cattivo segno per il mister olandese. Anche Arrigo Sacchi, nel settembre’87, esordì in Coppa Uefa rimediando un k.o., sempre per 0-1 e sempre contro…

Non inizia nel migliore dei modi l’avventura da allenatore in ambito internazionale per Clarence Seedorf; ma non è detto che il k.o. con l’Atletico sia un cattivo segno per il mister olandese. Anche Arrigo Sacchi, nel settembre’87, esordì in Coppa Uefa rimediando un k.o., sempre per 0-1 e sempre contro una squadra spagnola, lo Sporting Gijon. Nonostante quello stop e nonostante la successiva eliminazione dalla Coppa per mano di un altro team iberico, l’Espanol, nei tre anni successivi il tecnico di Fusignano avrebbe costruito proprio in ambito internazionale la sua fortuna, vincendo per due volte di fila Coppa dei Campioni, Supercoppa Europea e Coppa Intercontinentale.

Esordio col botto per il successore di Sacchi, Fabio Capello, che nel primo turno della Champions League 1992-93 strapazza a San Siro gli sloveni dell’Olimpia Lubiana con un perentorio 4-0. 10 vittore su 10 e un solo gol al passivo saranno il formidabile ruolino di marcia dei rossoneri che però, all’atto finale, verranno beffati a Monaco dall’Olympique Marsiglia.

Per Oscar Washington Tabarez, che sostituisce Capello nella stagione 96-97, la sconfitta rimediata dal Porto a San Siro con un rocambolesco 3-2 firmato Artur e Jardel (doppietta) è l’infausto presagio di un’esperienza disastrosa, che sarebbe culminata con l’esonero dopo la sconfitta di Piacenza. Torna Sacchi che (ri)esordisce tre giorni dopo nella sfida decisiva per la qualificazione contro il Rosenborg avendo due risultati su tre a disposizione per passare. Invece gli scandinavi espugnano clamorosamente il Meazza e per due stagioni i tifosi rossoneri dovranno fare da spettatori alle competizioni europee.

In Europa si torna con mister Zaccheroni, vincitore dello scudetto del Centenario nel 1999, che debutta in Champions nel suggesitvo scenario dello Stamford Bridge di Londra, rimediando un buon pareggio a reti bianche contro il Chelsea ‘italiano’ di Vialli e Zola. Ma il Milan sarà eliminato in maniera clamorosa all’ultima giornata dal Galatasaray di Fatih Terim.

Ed è proprio il tecnico turco, dopo la breve esperienza del duo Maldini-Tassotti, ad approdare a Milanello nell’estate 2001, rilevando un Milan ‘esiliato’ in Coppa Uefa dopo anni nella massima competizione, pur rafforzato da importanti innesti come Pippo Inzaghi e Rui Costa. Parte bene in Europa il mister del Bosfoto battendo 2-0 i bielorussi del Bate Borisov e superando anche il secondo turno contro i bulgari del Cska Sofia; ma in campionato la squadra non decolla, e a novembre il turco deve farsi da parte sostituito da Ancelotti. Il mister di Reggiolo esordisce in Europa battendo 2-0 lo Sporting Lisbona e portando la squadra fno alla semifinale, che avrebbe visto il Milan polverizzato dal Borussia Dortmund con un perentorio 4-0. Poco male perchè per Ancelotti le soddisfazioni erano dietro l’angolo, a cominciare dalla Champions League vinta nella stagione successiva contro la Juventus a Manchester.

Dopo di lui è il turno di Leonardo, con cui il Milan torna a Marsiglia 18 anni dopo la famigerata notte dei lampioni. Pippo Inzaghi con una doppietta regala una rivincita attesa da tempo, ma nonostante quell’affermazione e il successivo prestigioso successo al Bernabeu sul Real Madrid del grande ex Kakà per i rossoneri sarà da dimenticare quella partecipazione alla ‘Coppa dalle grandi orecchie’, con lo scorno della sconfitta interna contro i modesti svizzeri dello Zurigo e la pesante eliminazione per mano del Manchester United agli ottavi.

Tocca quindi ad Allegri, che al debutto in Champions batte l’Auxerre con i primi gol rossoneri di Ibrahimovic. Ma per l’allenatore di Livorno, in tre anni e mezzo di permanenza a Milanello, poca soddisfazione ci sarà in Champions League, con appena 10 vittorie su 32 incontri e il Barcellona di Messi infinita bestia nera. (Milannews.it)

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