SPORTMEDIASET – Il Milan ha deciso il futuro di Seedorf: “Non si cambia almeno fino a fine campionato”.

SPORTMEDIASET – Il Milan ha deciso il futuro di Seedorf: “Non si cambia almeno fino a fine campionato”.

Mario Balotelli e Clarence Seedorf. Il futuro del Milan è oggi, o perlomeno è nei prossimi sessanta giorni (11 partite): la corsa all’Europa League comincia domenica con Milan-Parma, procede con due trasferte da brivido, Roma (Lazio) e Firenze, chiudendo questo marzo fin qui da incubo (tre gare, tre sconfitte) col…

Mario Balotelli e Clarence Seedorf. Il futuro del Milan è oggi, o perlomeno è nei prossimi sessanta giorni (11 partite): la corsa all’Europa League comincia domenica con Milan-Parma, procede con due trasferte da brivido, Roma (Lazio) e Firenze, chiudendo questo marzo fin qui da incubo (tre gare, tre sconfitte) col Chievo a San Siro. Sono partite/evento: non si può più sbagliare. E questo è un solenne impegno, oltre che un problema.

Del caso-Balotelli è strapieno il mondo dell’informazione: si sa tutto e non si sa niente. O meglio: di Mario sappiamo ora per ora tutta la sua vita dentro e fuori dal campo. Ma del futuro calcistico di Balo sappiamo pochissimo, tendente al niente: perché anche per chi comanda al Milan è difficile dipanare la matassa, ovvero pensare all’eventuale addio di Balotelli che è (e rimane) il miglior attaccante del calcio italiano. Come si può agire, senza la netta sensazione di sbagliare?
Diverso è il caso-Seedorf. Il presidente Berlusconi ha puntato (e punta) su di lui, convinto delle sue qualità tecniche e tattiche, perché diventi un allenatore di lungo corso. Col rischio preventivo, che già si conosceva a gennaio: Clarence è (anche) una grande scommessa, com’era stato Fabio Capello nella primavera 1991; meno di Arrigo Sacchi nel 1987, che già aveva allenato il Parma e non solo, e ancora meno di Carlo Ancelotti nel 2001, che tornava al Milan sulla panchina dopo otto anni di esperienza in Nazionale, al Parma e alla Juve. 
Seedorf è a metà del suo cammino di stagione. Il suo Milan in 11 partite (8 di campionato, 2 di Champions e 1 di Coppa Italia), ha raccolto 4 vittorie (tutte in campionato), 1 pareggio e 6 sconfitte. E’ evidente la delusione. Ne restano 11, tutte di campionato, oltre le quali correre per l’obiettivo dell’ingresso in Europa League: tutt’altro che facile. Ma, come a Madrid, serve un’impresa: che non sia, ovvio, quella poi raccontata sul campo del Vicente Calderon.
Alternative eventuali a Seedorf, per la prossima stagione? Non ha senso cercarne, oggi. La fiducia verso l’olandese non va misurata con gli stati d’animo di profonda depressione di questi giorni. E’ andata male, ma poteva anche scapparci il sospetto che la crisi del Milan, cominciata a settembre, fosse una crisi di lungo corso, non legata ad Allegri e a un avvio di stagione desolante. Seedorf ha un mandato ampio, un progetto tecnico da corredare al prossimo mercato estivo. Con la doverosa richiesta che le prossime 11 partite restituiscano al Milan un percorso “normale”. Il dentro/fuori dall’Eurora League non sarà decisivo. Semmai indicativo.
Quanto ai nomi alternativi, se proprio ne vogliamo spendere uno: Pippo Inzaghi. Ma anche questa non è una novità. (SPortmediaset.)

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