Taarabt senza limiti: “Dobbiamo battere la Juventus, sarò il Messi del Milan”

Taarabt senza limiti: “Dobbiamo battere la Juventus, sarò il Messi del Milan”

Sbarcato nel mondo Milan con l’etichetta di Balotelli d’Africa, Adel Taarabt finora in Italia ha confermato il paragone solo sul campo. Niente bizze e niente cartellini, il trequartista fortemente voluto da Seedorf pare essersi calato perfettamente nella nuova realtà rossonera.”Di me si sono dette e scritte tante cose, molte non…

Sbarcato nel mondo Milan con l’etichetta di Balotelli d’Africa, Adel Taarabt finora in Italia ha confermato il paragone solo sul campo. Niente bizze e niente cartellini, il trequartista fortemente voluto da Seedorf pare essersi calato perfettamente nella nuova realtà rossonera.

“Di me si sono dette e scritte tante cose, molte non vere… I giudizi li lascio agli altri. Io rispondo sul campo e dico quello che ho nel cuore, non sono finto. Una cosa solo mi fa arrabbiare e penso che sia un’ingiustizia: se non gioco”, spiega Taarabt, intervistato in esclusiva dal ‘Corriere dello Sport’.

Quindi il marocchino racconta: “Quando il Milan mi ha ingaggiato mi sono detto che dovevo cogliere l’occasione, non posso più perdere tempo, ho già buttato via quattro anni della mia carriera. Ho davvero poco tempo per conquistare il Milan, per… costringerlo a riscattarmi dal Qpr. Non voglio sprecare questa chance. Io come Balotelli? Mario è un grande giocatore, un perfetto match-winner, con un colpo ti fa vincere la partita”.

Le giocate di Taarabt hanno stupito l’Italia calcistica: “Ma io non sono sorpreso, conosco le mie qualità, mi sento un giocatore importante. Devo ancora dimostrare qualcosa, ma sono convinto di me stesso. Il mio idolo è stato da sempre Zidane, perchè anche lui ha iniziato la sua carriera a Marsiglia. Ma Zizou è diverso, più lineare e semplice nella sua grandezza. Io mi ispiro a Messi e Cristiano Ronaldo. Non sono ancora ai loro livelli, ma voglio arrivarci… “.

Nessun particolare segreto alla base di quanto si vede sul campo: “Le mie doti sono un dono di Dio. Io ho imparato la disciplina tattica. La fortuna è stata quella di aver ascoltato il mio primo allenatore a Marsiglia. Molti miei amici sono finiti in galera. Certo, se fossi arrivato a 18 anni qui al Milan, invece che giocare nel Qpr o nel Fulham, avrei fatto vedere subito le mie qualità. Qui al Milan ti vedono tutti”.

Sulla propria posizione in campo Taarabt confessa: “In realtà preferisco fare il trequartista, sto meglio dietro alle punte. A me piace fare goal ma sono più felice se riesco a far segnare gli altri. Il Milan in questo momento però ha bisogno che io faccia un gioco diverso. Seedorf mi ha chiesto anche di difendere, consumo parecchie energie.

Prima di venire qui io non difendevo molto, attaccavo tanto. Il rapporto con il mister è fantastico. Quando ho parlato per la prima volta con Seedorf al telefono mi ha anche detto: ‘Dicono tutto che sei un talento, ma hai la testa un po’ così… Non mi interessa le cose che hai fatto, ti giudico da quando ti stringo la mano. Il passato non mi interessa’. L’ho apprezzato molto”.

Il marocchino poi boccia la Serie A: “In Inghilterra è impossibile che un club giochi come ha fatto con noi il Bologna che ha badato solo a difendersi.. Nella Premier League le piccole squadre cercano di battere le grandi. Gli stessi tifosi di arrabbiano se vedono la loro squadra paurosa e rinunciataria. Però certe sfide, come Milan-Juventus, offriranno uno spettacolo sugli spalti degno della miglior Premier League».

Milan-Juve appunto, big-match in programma proprio domenica sera: “Era una di quelle partite che in Francia guardavo sempre in televisione. Il Milan deve vincere per continuare la “striscia” di gare utili che ha iniziato con Seedorf. Comunque per me è importante poter giocare una partita così”.

Infine Taarabt spiega il suo no alla Nazionale francese: “Sono nato in Marocco, ma dopo appena 8 mesi sono emigrato con la mia famiglia in Francia. A 20, dopo aver fatto tutta la trafila delle giovanili nelle Under francesi, ho scelto la nazionale del mio paese. L’ho fatto per le mie origini. Quando suonavano la marsigliese non provavo emozioni… E poi Taarabt è un cognome marocchino! Il mio obiettivo è vincere la Coppa d’Africa 2015 che si svolgerà proprio in Marocco”. Quando si dice avere le idee chiare… (Goal.com)

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