Tevez-Milan, il romanzo di quello che sarebbe successo se il 12 gennaio 2012 non fossero funzionati i telefoni

Tevez-Milan, il romanzo di quello che sarebbe successo se il 12 gennaio 2012 non fossero funzionati i telefoni

Adriano Galliani è euforico. Lo stesso stato d’animo, le stesse sensazioni già vissute nel passato. Guarda fuori dal finestrino riconoscendo, dall’alto, la tipica sagoma triangolare del Monte Cervino. “Eppure – pensa sorridendo- è sempre come la prima volta”. Sono passati quasi 26 anni da quel febbraio 1986. Ricorda bene quando…

Adriano Galliani è euforico. Lo stesso stato d’animo, le stesse sensazioni già vissute nel passato. Guarda fuori dal finestrino riconoscendo, dall’alto, la tipica sagoma triangolare del Monte Cervino. “Eppure – pensa  sorridendo- è sempre come la prima volta”. Sono passati quasi 26 anni da quel febbraio 1986. Ricorda bene quando dovette accelerare le operazioni, sotto la spinta del Presidente, per soffiare al Bayern Monaco il Genio. “Quando toccava il pallone sembrava alzare talco profumato!”. “Come ha detto, Dottore?” chiede Giuseppe Riso, l ‘agente Fifa, alzando la testa dal giornale di quel 12 gennaio 2012.

“No, niente, niente! Pensavo a voce alta” risponde il dirigente rossonero.

“Ho sentito parlare di un Genio. Ricordo ancora l’ ultimo gol in rossonero all’ Inter!”. A intervenire è Leandro Cantamessa, che ha interrotto l’attenta lettura dei documenti da sottoporre ai dirigenti del Manchester City.

Il volo, partito puntuale alle 10.01, dallo scalo privato di Linate con destinazione Luton, ha tre passeggeri che diventeranno quattro, nel tardo pomeriggio, quando il Milan chiuderà la trattativa per Carlitos Tevez.

Al ristorante “Giannino” intanto, Lorenzo Tonetti, per scaramanzia, non ha ancora parlato con il maitre patissier. Ha già pensato però con quale scritta adornare la torta: “Augh Apache!”. La delegazione del Milan ha deciso di partire per Londra, quando ha avuto la conferma che Leonardo ormai fosse ad un passo dall’accordo con Pato.  L’appuntamento è alle 14 a Marylebone dove stanno attendendo i dirigenti del Manchester. Sulla limousine messa a disposizione dal club inglese, la tensione è palpabile. “Sembra tutto chiaro – mormora Cantamessa- Per Tevez prestito gratuito con obbligo di riscatto a 25 milioni…”. “Più 3 milioni di bonus ” precisa l ‘ AD milanista. “E una cifra troppo alta per un giocatore di 27 anni. Pato ne ha 5 in meno. I 28 milioni del PSG forse non bastano più- continua- L’ ho già detto a Leo”.

Un sussulto. Squilla il suo telefono . Riso e Cantamessa lo guardano con aria interrogativa. Adriano Galliani scruta il display ed esclama: “E’  proprio Leo!”. Con un sospiro accosta l’ orecchio al telefono: “Ciao Leo , dimmi”. 

Sono secondi di massima tensione. Il dirigente rossonero annuisce in silenzio. “Va bene, per noi va bene! Mandami una email, per favore, e per noi è ok”. Chiude la comunicazione, mettendo il telefono in tasca. “Il PSG ha alzato l’offerta a 35 milioni. 28 subito più 7 di bonus. Al giocatore andranno 6 o 7 milioni per tre anni”. L ‘automobile accosta al marciapiede. Fuori dall’ufficio sono già arrivati il Presidente Esecutivo del City John Mc Beath e l a.d. Brian Manwood. I 5 dirigenti salgono nella stanza dove un bricco di caffè lungo è già pronto sul tavolo. Sono passati pochi minuti dall’inizio della riunione, quando i telefonini sembrano impazzire. “The line is off!” esclama il Presidente. Adriano Galliani ed i suoi collaboratori controllano il display. IL segnale è scomparso. “Beh intanto continuiamo! esclamano i responsabili del City. L’ Amministratore Delegato di Via Turati non  è tranquillo. Vuole chiudere presto la trattativa. I telefoni, anche quelli fissi, continuano a essere muti. Finalmente intorno alle 17, il bricco del caffè lascia il posto ad una bottiglia di champagne inglese, un prezioso Grosvenor Blanc de Blancs 2006 di Ridgeview. Si brinda al trasferimento di Tevez al Milan! Una notizia che, al mondo, nessuno conosce ancora, nemmeno l’argentino!

I plenipotenziari inglesi accompagnano I colleghi italiani giù sul marciapiede, quando ,improvviso, un altro ronzio. I telefoni sono tornati attivi. Galliani accende il suo nervosamente. 30 messaggi e 15 chiamate senza risposta. Sbianca, mentre si rivolge ai suoi assistenti. “Deve essere successo qualcosa di importante” esclama furibondo .

 

 

Chiama la sua segretaria. Al primo squillo una voce concitata. “Ma , Dottore, è due ore che cerchiamo di rintracciarla….”. “Nel quartiere sono saltate le linee……ma che cosa e’ successo?!?” chiede Galliani. “Di tutto, Dottore!!! Pato aveva rifiutato il trasferimento a Parigi. Leonardo ha cercato di lei, tutto il pomeriggio. Poi, verso le 4 e mezza, il colpo di scena. Leonardo è riuscito a convincere il procuratore che, sua volta, ha convinto Pato che non ne voleva sapere di andare a Parigi!”. “E allora? Mi dica, mi dica!!!” chiede Galliani. “Pato non era riuscito a parlare con lei. Ha ricevuto la telefonata del procuratore e infine ha deciso di accettare. Il Psg ha mandato l’email come accordi con lei .Poi ha già comunicato ufficialmente l ‘ acquisto”. Cala il silenzio.

Cantanessa e Riso trattengono il fiato, ma notando un accenno di sorriso da parte di Galliani, si guardano sollevati. “Pato va al Psg” dice mentre 

compone prima il numero del Presidente, poi quello di Pippo Sapienza: “Avvisi lei Milan Channel”. Infine quello di Tonetti:” Lorenzo, prepara la torta. Arriviamo!”. Poi, con un sorriso compiaciuto, si rivolge ai suoi collaboratori: “Ve lo immaginate Carlitos con Ibra? Si punta alla Stella, si punta alla Stella”. Si infila  poi nella limousine. E’  felice. Un’altra missione chiusa con un successo. “Un grande successo” pensa , chiudendo gli occhi , per qualche attimo di relax

Ndr Solo I personaggi sono veri , tutto il resto e ‘ pura fantasia. I telefoni, in quel pomeriggio del 12 gennaio 2012, nel quartiere londinese di Marylebone non hanno mai smesso di funzionare.

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