Tre giocatori non fanno dormire Seedorf. Sono i trequartisti.

Tre giocatori non fanno dormire Seedorf. Sono i trequartisti.

Sono tornati. Il calcio come la moda è ciclico e abbraccia e risputa periodicamente concetti e profili simbolo di una sua era. Non è passato molto tempo dalla caduta dei trequartisti. Calciatori troppo sensibili e fragili per un gioco sempre più dinamico e di sacrificio. Il solo termine “trequartista” indica…

Sono tornati. Il calcio come la moda è ciclico e abbraccia e risputa periodicamente concetti e profili simbolo di una sua era. Non è passato molto tempo dalla caduta dei trequartisti. Calciatori troppo sensibili e fragili per un gioco sempre più dinamico e di sacrificio. Il solo termine “trequartista” indica una limitazione nel raggio d’azione troppo estesa per essere ancora accettabile.

Tutto ciò prima dell’arrivo di Clarence Seedorf. Anche Allegri aveva proposto una propria versione del 4-2-3-1. Allora però ai trequartisti si sostituivano ali vere e proprie come El Shaarawy, in più di un’occasione e all’occorrenza anche laterale difensivo aggiunto. Nel 3 del modulo di Seedorf abbiamo invece fino a ora visto trequartisti veri e propri o, quantomeno, giocatori con caratteristiche compatibili.

Nello schierare simultaneamente Kakà, Robinho e Honda il rischio è facilmente individuabile. Nessuno di questi ha i tempi e il profilo di chi possa coprire la ripartenza avversaria. In più, sul piano squisitamente offensivo, i tre non hanno finora mostrato trame capaci di destabilizzare le difese avversarie.

Al di là dell’impegno e con il beneficio di una forma non brillantissima i trequartisti così assortiti non hanno portato la scossa sperata. Kakà, senza dubbio il più positivo dei tre in stagione, sembra perfino aver subito il nuovo modulo, trovandosi spesso di fronte più di un avversario nel congestionato traffico creato dalla manovra rossonera.

Honda è tornato a fare l’esterno destro come a Mosca. Questa volta però deve fare continuamente i conti con almeno due avversari schierati dalla sua parte. A Cagliari i trequartisti avevano, soprattutto nel primo tempo, mischiato bene le carte creando pericoli e imprevedibilità. In casa, con l’avversario che si chiude per ripartire, tanti problemi. Sia a concludere che a ripiegare per ostacolare il contropiede avversario.

Il Milan ora dispone di tanti uomini d’attacco disponibili ad altrettante soluzioni. Mancano velocità, dinamicità e conseguenti spazi. Forse è già tempo di un nuovo e repentino passo indietro per i trequartisti. (ilveromilanista.it)

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