Tutto vero, Suma: “Il Milan gli salva la vita e lui se ne frega”

Tutto vero, Suma: “Il Milan gli salva la vita e lui se ne frega”

Il momento particolare e delicato in casa rossonera non lo nasconde nessuno, tanto meno a Milan Channel dove non c’è stato mai bisogno di nessun salvatore della Patria e dove qualsiasi tentativo di esibire l’aureola tradisce un peccatuccio non grave, ma solare: il millantato. A Madrid il Milan ha perso…

Il momento particolare e delicato in casa rossonera non lo nasconde nessuno, tanto meno a Milan Channel dove non c’è stato mai bisogno di nessun salvatore della Patria e dove qualsiasi tentativo di esibire l’aureola tradisce un peccatuccio non grave, ma solare: il millantato. A Madrid il Milan ha perso la partita ed è uscito dalla Champions League. Male, molto male. Ma la fede calcistica non si nutre solo di risultati. C’è qualcosa di molto più importante. Un qualcosa che è stato calpestato da Antonio Cassano. Ragazzo che ho sempre trovato simpatico e che, a proposito, nei confronti di Milan Channel, è sempre stato squisito. Ma il chi se ne frega del Milan spiattellato durante la settimana è qualcosa di brutto e grave. Parlerà Antonio solo di Inter, della quale è sempre stato tifoso, Parma e Sampdoria? Bene, la Roma ringrazia. La famiglia Sensi, oggi molto meno ricca di un tempo, aveva investito 60 miliardi di vecchie lire su di lui nell’estate 2001. Ringrazia il Real Madrid.

 

 

La squadra blanca nell’autunno 2011 aveva indossato la maglietta Forza Cassano prima della partita al Bernabeu contro l’Osasuna, mentre Antonio era al Policlinico dopo il problema al cuore. E ringrazia il Milan. Ringrazia il milanista Rodolfo Tavana che ha salvato la vita a Cassano, ringrazia tutta la Società con tutti i suoi dipendenti che con parole e soprattutto gesti gli sono stati vicini durante la degenza. Tifoso dell’Inter? Niente di male, ma Antonio dimentica che lo hanno sopportato per la metà del tempo rispetto al Milan. Il quale Milan oggi è felicissimo di averlo scambiato con il serio, puntuale, determinato, credibile, affidabile Giampaolo Pazzini. Che è ancora al Milan. Mentre Antonio è stato riscambiato dalla sua Inter con Belfodil che oggi è, con tutto il rispetto sia ben chiaro, a Catania. Insomma c’è chi millanta e chi, peggio, molto peggio, sbrodola e offende. Dice Antonio. “Chi se ne frega di una società che vende Thiago Silva, Ibra, me e Nesta…”. Prenda atto che nessuno si è divertito a cedere Ibra e Thiago e chi lo ha fatto aveva il timore di non riuscire a tenere in piedi i conti economici del Club. Si ricordi che lui non è stato venduto, ma scambiato, con Pazzini, grazie al quale il Milan ha giocato quella Champions League che lui, Antonio, non ha più giocato dopo aver lasciato il Milan. E capisca, già che ci siamo, che Nesta non è stato venduto. Sandro, irraggiungibile nella sua lucidità, ha deciso lui, nonostante le preghiere della Società, di smettere con il calcio italiano e di andare in Canada. Antonio, con affetto, se quando stai per dirla, ti accorgi che, contrariamente a quello che ti accade in campo dove sei molto bravo, alle tue parole mancano i fondamentali, ma lascia stare. Lascia perdere. Capitolo chiuso. Tocca adesso a San Siro non dare proprio all’interista Cassano la soddisfazione di vedere i milanisti infierire sul Milan. (Tmw)

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