CHECCO ZALONE SCATENATO: “CON I MIEI FILM GUADAGNANO TUTTI, PURE I PIRATI”

CHECCO ZALONE SCATENATO: “CON I MIEI FILM GUADAGNANO TUTTI, PURE I PIRATI”

ROMA – Al Festival di Roma è stato il giorno di Checco Zalone. Il campione di incassi ha parlato nella Sala Petrassi, un’intervista a tutto campo. «Non voglio andare da Vespa o da Santoro mi sono stufato della troppa visibilità. Mi da fastidio anche vedermi allo specchio al mattino. Mi…

ROMA – Al Festival di Roma è stato il giorno di Checco Zalone. Il campione di incassi ha parlato nella Sala Petrassi, un’intervista a tutto campo. «Non voglio andare da Vespa o da Santoro mi sono stufato della troppa visibilità. Mi da fastidio anche vedermi allo specchio al mattino. Mi dico: anche qui». Sulla critica cinematografica dice: «Mi hanno detto che non faccio cinema, ma i cinema sono pieni. Forse i soldi che incassano i miei film non verranno reinvestiti tutti nel cinema, ma c’è anche l’indotto e se la pizzeria vicino al cinema fa affari vuol dire che i miei film fanno bene alle pizzerie. E poi anche la pirateria ci guadagna»
«Una volta si legge nelle critiche avevamo Pasolini oggi invece abbiamo solo Zalone. E detto questo si asciugano la kefiah. Mio fratello era nato anticomunista, ma non aveva argomentazioni forti per questo, gli faceva solo schifo il modo di ballare di quelli di sinistra un po’ come accade con il mio personaggio nel film. Non farei film d’autore, quelli a cui il Mereghetti darebbe quattro stelle e poi non incassa un c….. . Sono un attore ed è meglio che non esca dalla maschera. Faccio questo per pietà della platea». Checco Zalone ha parlato anche dei suoi gusti: «Il più grande comico? Beppe Grillo. Anzi, no: Sordi è stato il più grande comico di tutti. Un comico inarrivabile. Una spanna sopra tutti gli altri. Se penso di guardare a qualcuno guardo a lui».
Poi una battuta contro i radical chic: 
«Mi sono comprato le Clarks per fare l’intervista al Fatto Quotidiano». Le battute sono continue, anche politicamente scorrette: «Sono stato invitato al Festival di Sanremo quando c’era Povia che portava la sua canzone sull’omosessualità. Anche io avevo proposto una mia canzone che si chiamava Frociadil 600 forte, un farmaco che faceva passare l’omosessualità».

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