Schettino passa all’attacco

Schettino passa all’attacco

La compagnia Costa Crociere ha dapprima allontanato e ora licenziato il comandante della Costa Concordia, tragicamente naufragata davanti all’isola del Giglio a gennaio. Ma lui ha già impugnato il provvedimento per giusta causa davanti al giudice del lavoro chiedendo il reintegro e gli stipendi arretrati. Secondo il comandante, in quella…

La compagnia Costa Crociere ha dapprima allontanato e ora licenziato il comandante della Costa Concordia, tragicamente naufragata davanti all’isola del Giglio a gennaio. Ma lui ha già impugnato il provvedimento per giusta causa davanti al giudice del lavoro chiedendo il reintegro e gli stipendi arretrati. Secondo il comandante, in quella circostanza in cui morirono 32 persone lui si comportò correttamente.

Secondo un portavoce degli uffici genovesi della società, il procedimento disciplinare nei confronti di Schettino a seguito del naufragio si è concluso con il licenziamento, che è stato stato formalizzato alla fine di luglio e impugnato dal comandante.

Tra le ragioni del licenziamento, Costa Crociere cita le testimonianze di alcuni passeggeri che dissero di aver visto il comandante bere una grossa quantità di vino, e poi il suo abbandono della nave quando a bordo si era creato il panico e ancora in molti dovevano essere soccorsi, con la frase, ormai divenuta celebre dell’ufficiale della Capitaneria di Livorno, Gregorio De Falco, che via radio gli ordinava: “Vada a bordo, cazzo!”

Sulla vicenda viene mantenuto uno stretto riserbo anche perché la decisione del giudice del lavoro potrebbe influire sul procedimento penale sulle responsabilità del tragico naufragio del 13 gennaio. Oltre a Schettino e altri membri dell’equipaggio sono infatti indagati anche i tre manager della Costa Roberto Ferrarini, Manfred Ursprunger e Paolo Mattesi. (Fonte:tgcom.it)

 

Red.News
0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy