Brasile, ex calciatore decapitato. Testa consegnata alla moglie

Brasile, ex calciatore decapitato. Testa consegnata alla moglie

Un ex calciatore decapitato, con la testa consegnata alla moglie. Brasile e calcio, un legame indissolubile. Calcio e violenza, un’accoppiata più frequente di quanto vorremmo. Brasile e periferie violente: un problema che preoccupa, anche in vista del Mondiale della prossima estate. Ultimamente, dal Brasile arrivano storie dell’orrore, però reali, legate…

Un ex calciatore decapitato, con la testa consegnata alla moglie. Brasile e calcio, un legame indissolubile. Calcio e violenza, un’accoppiata più frequente di quanto vorremmo. Brasile e periferie violente: un problema che preoccupa, anche in vista del Mondiale della prossima estate. Ultimamente, dal Brasile arrivano storie dell’orrore, però reali, legate in qualche maniera al calcio. Dopo il caso della follia nel Maranhao, quando una partita amatoriale si trasformò in cronaca nera (con l’uccisione di un giocatore da parte di un arbitro, poi decapitato dai familiari della vittima), arriva dai sobborghi di Rio un nuovo caso di violenza brutale.

 

 

TESTA RECAPITATA ALA MOGLIE — Realengo, zona Ovest di Rio de Janeiro: João Rodrigo Silva Santo, 35 anni, un passato da calciatore professionista al Bangu,nel Madureira, nel Botafogo (non quello di Seedorf, ma quello del Distretto federale) ma anche in Svezia e Honduras, è stato ucciso ieri per motivi ancora tutti da accertare. L’uomo, che oggi ha una attività commerciale, era sparito dopo essere uscito dal lavoro (negozio di cibo “healty”). La moglie, una poliziotta dell’Esercito, che si occupa di servizi sociali e non effettua arresti (si esclude quindi una vendetta), lo attendeva da ore. “Lei usciva di casa ogni volta che sentiva un’auto, nella notte”, racconta il cognato. Alle 5.30 del mattino la signora Geisha Silva sente un rumore nel cortile: trova uno zaino davanti alla porta, lo apre e fa la macabra scoperta: dentro c’è la testa del marito, a cui sono stati cavati gli occhi e tagliata la lingua.

“COPPA DEL MONDO DEL TERRORE” — Al momento, non è chiaro il movente del delitto: di sicuro il calcio pare non centrare, in famiglia assicurano che né il giocatore né la moglie avevano nemici, e le autorità indagano su ogni fronte, compreso quello del furto d’auto (introvabile, come del resto il corpo di Joao Rodrigo). Le modalità, brutali, sono quelle dei narcotrafficanti, parecchio attivi, nel quartiere, difficile. Le indagini sono in corso e dovranno chiarire molti aspetti. Di sicuro c’è che l’allarme violenza è alto, e che recentemente il cartello della droga Primeiro Comando da Capital, di San Paolo, ha promesso una “Coppa del modo del terrore”.

Gazzetta dello Sport

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