CRONACA – CONCORDIA, L’UFFICIALE IN AULA INGUAIA SCHETTINO: “ACCELERÒ E POI URLÒ: CH’AGGIO COMBINATE…”

CRONACA – CONCORDIA, L’UFFICIALE IN AULA INGUAIA SCHETTINO: “ACCELERÒ E POI URLÒ: CH’AGGIO COMBINATE…”

GROSSETO – Si ritorna in aula per il processo Costa Concordia. «Abbiamo urtato uno scoglio?» e poi: «Madonna ch’aggio combinate!»: questa la voce di Francesco Schettino tratta dagli audio che il pm Stefano Pizza ha fatto ascoltare stamani in aula al processo sulla Costa Concordia ricostruendo le fasi dell’urto contro…

GROSSETO – Si ritorna in aula per il processo Costa Concordia. «Abbiamo urtato uno scoglio?» e poi: «Madonna ch’aggio combinate!»: questa la voce di Francesco Schettino tratta dagli audio che il pm Stefano Pizza ha fatto ascoltare stamani in aula al processo sulla Costa Concordia ricostruendo le fasi dell’urto contro gli scogli con l’ufficiale Salvatore Ursino, testimone. Si sente anche dire Schettino ordinare «Chiudere le porte stagne a poppa». Ordine ripetuto anche dal suo vice Ciro Ambrosio. L’AUMENTO DI VELOCITÀ Il comandante Schettino ordinò di aumentare la velocità della Costa Concordia da 15 a 16 nodi, circa cinque minuti prima dell’impatto con gli scogli. Lo ha affermato il teste Salvatore Ursino al processo. «Schettino dette l’ordine di aumentare la velocità al vice Ciro Ambrosio». L’ordine di aumentare la velocità della Costa Concordia da 15 a 16 nodi fu dato da Schettino intorno alle 21.40, mentre la nave era già a breve distanza dall’Isola del Giglio. L’impatto avvenne alle ore 21.45’07«. Schettino era salito in plancia alle 21.39 del 13 gennaio 2012. È quanto si ricostruisce ancora in aula a Grosseto durante la deposizione del testimone d’accusa Salvatore Ursino. SCOGLI A 20 METRI. 

“È insolito sentire un ordine di timone a dritta mentre si va a 16 nodi, perché la nave sbanda e si inclina su un lato determinando la possibile caduta oggetti e persone. C’era qualcosa di strano così di mia iniziativa andai sull’aletta sinistra dove mi affacciai dalle vetrate: vidi gli scogli a una ventina di metri, con prora a dritta e poppa verso sinistra. D’istinto mi venne di dire che la ‘poppa era impegnata a sinistra’. Lo ricorda l’ufficiale Salvatore Ursino teste al processo sulla Concordia. GLI OSPITI «In plancia c’erano il primo maitre Antonello Tievoli, il maitre Ciro Onorato, l’hotel director Manrico Giampedroni, oltre che la ragazza moldava (Domnica Cemortan, ndr) che rimase sulla porta» ed «erano lì per ammirare il passaggio ravvicinato al Giglio». Lo ha detto il testimone dell’accusa Salvatore Ursino rispondendo alle domande del pm Stefano Pizza che chiedeva chi fossero gli «ospiti» sul ponte di comando, luogo della nave solitamente riservato solo agli addetti alla navi. I quattro accompagnavano il comandante Schettino e sono previsti come testimoni del pm dopo la deposizione di Ursino. Ursino ha anche detto che, tra i presenti, «Schettino parlava più di tutti con Tievoli, che si avvicinò alla consolle di comando, posizionandosi alla sinistra del comandante». «Schettino – continua il teste – chiese a Tievoli se avesse contattato il comandante in pensione Palombo per informarsi in relazione al passaggio ravvicinato al Giglio» che la Concordia stava per compiere. «Palombo – prosegue il teste – verrà chiamato da Tievoli». DOMNICA È ripartito con la testimonianza dell’ufficiale in addestramento Salvatore Ursino, stamani a Grosseto, il processo sul naufragio della nave Costa Concordia con unico imputato il comandante Francesco Schettino. Ursino è il primo testimone sentito in aula che fu presente in plancia di comando per tutta la navigazione della sera del 13 gennaio 2012, da Civitavecchia all’urto contro gli scogli del Giglio. È tornata a Grosseto, perchè convocata anche lei tra i testimoni dell’accusa, la ballerina moldava Domnica Cemortan, fatta accomodare nella saletta testimoni del teatro Moderno, dove si svolge il processo, in attesa del suo turno. Anche questa volta la moldava ha richiamato l’attenzione di telecamere e fotografi.

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