Nuova strage nel canale di Sicilia, 50 morti Affonda barcone con oltre 250 migranti

Nuova strage nel canale di Sicilia, 50 morti Affonda barcone con oltre 250 migranti

Sono complessivamente 211 i superstiti dell’ultimo naufragio avvenuto ieri nel Canale di Sicilia, tra Lampedusa e Malta; 34 i cadaveri recuperati, in gran parte donne e bambini, mentre non è ancora possibile ipotizzare si vi siano dispersi. Sul barcone, secondo le testimonianze dei sopravvissuti, viaggiavano infatti circa 250 migranti. I…

Sono complessivamente 211 i superstiti dell’ultimo naufragio avvenuto ieri nel Canale di Sicilia, tra Lampedusa e Malta; 34 i cadaveri recuperati, in gran parte donne e bambini, mentre non è ancora possibile ipotizzare si vi siano dispersi. Sul barcone, secondo le testimonianze dei sopravvissuti, viaggiavano infatti circa 250 migranti. I corpi delle prime 22 vittime sono già stato sbarcati sul molo Favaloro di Lampedusa dalle motovedette della Guardia di Finanza. Un’altra motovedetta con 151 superstiti e quattro cadaveri sta facendo rotta verso Malta. Gli altri sopravvissuti sono stati invece presi a bordo della nave militare Lybra che sta facendo rotta verso Porto Empedocle (Agrigento). Non è stato ancora possibile fare un bilancio ufficiale della tragedia anche perchè le unità della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza e della Marina Militare sono state impegnate nei soccorsi di altri barconi diretti verso Lampedusa.

Una settimana dopo la strage di Lampedusa (339 morti secondo l’ultimo bilancio), ancora un tragico naufragio nel Canale di Sicilia che continua ad essere un’immensa tomba per le masse di disperati in fuga dall’Africa: il primo bilancio è di circa 50 morti, tra vittime recuperate e dispersi, compresi almeno una decina di bambini e molte donne. Il fatto è avvenuto nel pomeriggio a circa 60 miglia a sud di Lampedusa, ai confini con le acque libiche. E’ la nuova drammatica conferma della situazione di emergenza, ha commentato il premier Enrico Letta, che resta determinato a porre con forza il tema dell’immigrazione sul tavolo del prossimo vertice Ue in programma a fine mese. E proprio da Bruxelles il commissario per gli affari interni Cecilia Malmstrom sottolinea come sia sempre più “urgente lanciare una grande operazione Frontex per la sicurezza. Senza azioni concrete – avverte – le espressioni di solidarietà restano parole vuote”. E’ quello che sottolinea lo stesso premier maltese, Joseph Muscat: ”Quante vite ancora dovranno essere perse in attesa che l’Europa si renda conto della situazione critica nel Mediterraneo?”, si e’ chiesto, rivolgendo a Bruxelles un appello ”a non perdere piu’ tempo con parole inutili. Il Mediterraneo e’ diventato un cimitero”. Il barcone in serie difficoltà con oltre 250 persone a bordo è stato avvistato inizialmente da un aereo militare maltese in ricognizione nel Canale di Sicilia. I migranti – secondo la ricostruzione di Malta – hanno cominciato ad agitarsi per farsi notare. La ressa avrebbe provocato il capovolgimento dell’imbarcazione. Una nave militare maltese è arrivata per prima nell’area, alle 17.51 e ha iniziato le operazioni di soccorso. Poco dopo è stata raggiunta dalle navi Libra ed Espero della Marina militare italiana. Gli elicotteri di bordo delle due Unità, hanno lanciato dei salvagente e zattere autogonfiabili. Sono proseguite per alcune ore le operazioni di recupero dei naufraghi. Da Lampedusa sono state inviate in concorso alle operazioni di recupero, due motovedette della Capitaneria di Porto e due motovedette della Guardia di Finanza. Sono finora 56 i superstiti – tra cui nove bambini e otto donne – che si trovano a bordo della Libra. Altri 150 sono stati tratti in salvo dalla nave maltese, 15 superstiti sono a bordo di un peschereccio. Complessivamente, dunque, 221 vivi. In serata erano 33 i morti recuperati, da parte di varie unità dei soccorritori. All’appello mancherebbero ancora una ventina di persone, che risultano disperse. Le loro ricerche proseguono anche durante la notte. La zona del naufragio è al centro di un triangolo tra Malta, la Libia e Lampedusa, in una zona di competenza maltese per quanto riguarda le operazioni di ricerca e soccorso (il premier di malta Joseph Muscat ha telefonato al premier Letta per ringraziarlo dell’aiuto ricevuto dagli uomini e mezzi italiani). Le autorità de La Valletta hanno diffuso una mappa con le coordinate del disastro: a circa 80 miglia a Sud Ovest di Malta e a 60 miglia Sud Est di Lampedusa. “Le nostre coscienze non possono permettere ancora nuove stragi: istituire corridoi umanitari. Subito”, chiede il leader di Sel, Nichi Vendola. Per Khalid Chaouki (Pd) “non possiamo continuare ad assistere a un simile, terribile stillicidio senza intervenire. E’ indispensabile organizzare al più presto un presidio europeo sulle coste libiche per prevenire nuovi naufragi”. Maurizio Gasparri (Pdl) ne approfitta per sottolineare che “non è la legge Bossi-Fini che causa le morti. Sono anche frutto della demagogia di chi fa facili annunci, frutto delle guerre sbagliate in Libia, di chi vuole smantellare norme per favorire i mercanti di morte. Giù le mani dal reato di clandestinità”. E l’europarlamentare leghista Mario Borghezio si chiede se “di fronte a questo ultimo gravissimo evento, i soliti noti avranno ancora la faccia di bronzo di presentarsi a Lampedusa a ripetere i loro inutili bla bla”. (Ansa)

 

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