UNA VITA DA LAZIALE- Analogie, favole e lieti fine cercasi

UNA VITA DA LAZIALE- Analogie, favole e lieti fine cercasi

di cittacelesteredazione

di Simone Cesarei

ROMA- Sabato sera, tu incastrato nel divano, il telefono che squilla: “Te l’ho già detto, non posso uscì, lavoro domattina”, “No ma che hai capito, l’hai vista l’Inter?”, “Quanto hanno vinto? 6 o 7-0?”, “accendi la Tv va, non ti voglio rovinà la sorpresa”. Inter-Sassuolo 1-2. Dopo una corsa d’esultanza per tutta casa, cominciano i calcoli per capire con quale risultato la Lazio sarebbe qualificata in Champions, e la risposta è la stessa da inizio campionato: bisogna vincere. Il desiderio di andare a dormire presto è stato ancora una volta deluso, davanti a te c’è una nottata insonne, aspettando quella partita che diventa il match point per rendere lo scontro diretto con l’Inter una passeggiata di salute.

FAVOLE

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Sarebbe stato troppo facile così, dai. Non è nel nostro stile, non c’è gusto. Vi ricordate come abbiamo conquistato i preliminari tre anni fa? Vi ricordate il derby di Yanga-Mbiwa? Dai, il difensore della Roma che ha fatto un solo gol in vita sua e ha deciso di segnare proprio nella stracittadina che valeva il terzo posto in classifica. Insomma, dopo quella sfida la Lazio fu costretta ad andare a Napoli a giocarsi l’accesso agli spareggi per i gironi di Champions, all’ultima giornata, riuscendo contro ogni pronostico ad imporsi per 2-4, grazie al rigore sbagliato da Higuain, con la Nasa che sta ancora cercando di recuperare quel pallone. Le analogie sono piuttosto evidenti, il tifoso laziale senza soffrire fino all’ultimo non è proprio contento. Quindi è perfettamente normale il gol di Simy, o quello di Ceccherini, su cui Strakosha prima esce e poi ci ripensa.  Tutto si risolverà all’ultima giornata, perchè il masochismo biancoceleste non ha limite, e perchè alla fine così è più bello, se tutto va bene. Se va male, così è da sciocchi, per non dire altro. Domenica la Lazio affronta il suo destino, affronta il finale di una favola che merita il lieto fine. Ma le storie più belle sono quelle che si chiudono con il colpo di scena, dopo la suspence di chi pensa che sia tutto perduto. A chi piacciono le favole smielate e scontate? No, a noi piace quando il lupo stava per mangiare Cappuccetto Rosso, ma proprio all’ultimo arriva il cacciatore a salvarla. Speriamo che anche domenica i fratelli Grimm scrivano un lieto fine anche per la favola biancoceleste, altrimenti se la dovranno vedere con Inzaghi, e non penso sia una conversazione piacevole.

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  1. user-13882494 - 1 settimana fa

    FORZA LAZIO CARICAAAA…PRENDIAMOCI CIÒ CHE È NOSTRO DA TEMPO…AVANTIIIIIIIILAZIOOOOOO

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