VIDEO – Lotito e lo stadio

VIDEO – Lotito e lo stadio

Oggi si terrà a Roma, nel Salone dell’Ordine dei Dottori Comercialisti ed Esperti Contabili di Roma, in Piazzale delle Belle Arti 2, il Convegno su il Bilancio e l’informativa economico-finanziaria nell’economia delle società di calcio, organizzato dalla Fondazione Telos e dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma. Nel Convegno si parlerà…

Oggi si terrà a Roma, nel Salone dell’Ordine dei Dottori Comercialisti ed Esperti Contabili di Roma, in Piazzale delle Belle Arti 2, il Convegno su il Bilancio e l’informativa economico-finanziaria nell’economia delle società di calcio, organizzato dalla Fondazione Telos e dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma. Nel Convegno si parlerà di temi attuali connessi alle realtà calcistiche come l’applicazione del fair play finanziario e il controllo sulle società di calcio.



Interverranno in qualità di relatori, tra gli altri, Paolo Lenzi che tratterà il tema “I ricavi da stadio di proprietà, situazione attuale e prospettive future“ e Luca Scarpa, Coordinatore del centro servizi alle sezioni della Polisportiva SS Lazio, che tratterà l’annoso tema dell`evoluzione legislativa in Italia della legge sugli stadi. Interverrà il Dott. Claudio Lotito, Presidente della Lazio Calcio.

Ore 16:34, parla Claudio Lotito:

SUL MARCHIO“Ho visto che avete condiviso alcune considerazione fatte in tempi non sospetti, soprattutto sull’utilità dello stadio. Mi scontro con un sistema ingessato su alcune logiche consuetudinarie. Non si riesce a capire perchè un marchio di una società di calcio non possa essere venduto e messo a frutto. Ho inventato un sistema su come valorizzare il marchio di una società quotata, ho fatto una guerra con il sistema per imporlo. Il calcio è un mondo fatto di contraddizioni”.

QUESTIONE STADIO: “Quando entrai nel calcio ritenni che il sistema non poteva reggere, per società come la mia era impossibile competere contro i grandi colossi delle altre società, come Fiat o altri. Bisogna conciliare il risultato sportivo con una sana gestione. nel mio primo intervento in lega calcio dissi proprio questo. Bisogna agire su due compontenti, contenimento di costi e aumento ricavi. per questo nel 2004 parlai di satdi polifunzionali, aperti 365 giorni l’anno. oggi tutti parlano del fenomeno Juve e , senza togliere loro merito, ha impiegato 11 anni per avere le concessioni. però è uno stadio che non risolve i problemi, perchè gli stadi concepiti come qui in Italia non hanno concezione della materia. Uno stadio serio non costa 20 milioni, 25 o 50, ma centinaia di milioni. Ma la sola struttura non produce reddito, perchè se legato solo agli incassi da botteghino, non si risolvono i nostri problemi di competitività con le realtà calcistiche europee. Il problema è quello di patrimonializzazione, perchè oggi c’è solo quello volatile dei calciatori. Sreve il mattone, il quale però non deve produrre debiti, ma il contrario. Se voi immaginate che uno stadio andrà ammortato, il valore aggiunto si potrà avere solo con la costruione di una cittadella dello sport, dove il tifoso partecipa indirettamente alla vita economica del club, senza intaccare il suo portafoglio se non nelle normali attività del cittadino: mangiare, cinema o altro. Lì si vede la forza del club eil processo di fidelizzazione. Il tifoso non sarà più solo il cliente, ma sarà direttamente complice del processo di patrimonializzazione del club. Se facessimo un investimennto di 3-400 milioni, noi potremmo avere un ricavo annuale di 70 milioni in più.”Non c’è nessuna speculazione edilizia, gli satdi per logica non possono stare al centro della città. Il Flaminio? ma con 40-50 mila spettatori, come farebbero ad arrivarci? E poi la sicurezza? Richiede spazio, che al centro della città non ci può essere. Vorrei ricordare che all’epocaa l’Olimpico fu costruito in periferia. Chiaro che se lo costruisci fuori città ci deve essere tutto un indotto edilizio”.

CAPITOLO TIFOSI“Da quando sono arrivato, c’è stata una crescita anche in questo senso. Quello con i tifosi è un connubio che ci tengo a sottolineare. Quando sono arrivato nel 2004, in Curva c’erano svastiche e cose di ogni genere. Ultimamente invece, come si è visto anche nell’ultima partita disputata all’Olimpico, in occasione della partita contro l’Udinese, la risposta ad alcuni cori che voi conoscete, è stata la bordata di fischi di tutto lo stadio”.


L’inviato – Francesco Pagliaro

Rob.Ma. – Cittaceleste.it


0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy