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ESCLUSIVA – Il racconto di Ruben Sosa: “Andai a Formello e non mi aprirono…”

ESCLUSIVA – Il racconto di Ruben Sosa: “Andai a Formello e non mi aprirono…”

Indimenticato protagonista della Lazio degli anni 90, dopo aver allontanato lo spettro della Serie B, si trasferì proprio all’Inter. E proprio con Ruben Sosa, doppio ex della super sfida del Meazza, che abbiamo avuto il pacere di chiacchierare in questa intervista esclusiva.

di redazionecittaceleste

Di RAMONA MARCONI

ROMA –“E Ruben Ruben Ruben Ruben Sosa, e Ama Ama Ama Amarildo. E Pedro Pedro Pedro Pedro Toglio… Alè alè’ alè, alè alè la Lazio!”. Di tempo ne è passato, eppure, Ruben Sosa e il coro a lui dedicato dalla Nord sono ancora rievocati dopo ogni vittoria. Indimenticato protagonista della Lazio degli anni 90, dopo aver allontanato lo spettro della Serie B, si trasferì proprio all’Inter. E proprio con Ruben Sosa, doppio ex della super sfida del Meazza, che abbiamo avuto il pacere di chiacchierare in questa intervista esclusiva.

Lazio-Inter, che partita sarà e cosa rappresenta per te?

Per me sarà sempre una partita dal sapore speciale, io sono legato ad entrambe le squadre. La Lazio è una squadra che ha creduto in me quando sono arrivato in Italia e sono legatissimo a Roma e ai suoi tifosi. L’Inter è stata la squadra più forte in cui abbia mai giocato. Lo stadio era enorme, pieno di tifosi. Fare gol al Meazza è incredibile. Tornando a Inter-Lazio, credo che sarà una partita difficile per entrambe. La Lazio deve giocare da squadra e non scoprirsi.

Ancora si alza il coro nei tuoi confronti. Cosa significa per te tutto questo affetto?

I tifosi laziali sono speciali. Avrò 80-90 anni e ancora canteranno quel coro. Vuol dire che ho fatto bene, che mi sono divertito alla Lazio, che sono rimasto nei loro cuori. Sono andato 2 anni fa con mio figlio Nico di 14 anni e con mia figlia che non aveva mai visto l’Italia. Li ho portati a Roma e a Milano e mi hanno detto “Papà, ma ti conoscono…” e gli ho risposto “Papà ha fatto tanti gol qui…” Ci siamo sentiti a casa. Ma una cosa mi dispiace, l’unica direi, è l’attesa per vedere un allenamento. Non parlo solo per me, ex calciatore, ma per tutti i tifosi.  Una volta andai a Formello per godermi l’allenamento. Ho atteso 4 ore, perchè non avevo l’autorizzazione, il permesso. Andai con il mio amico Giuseppe. Stetti non so quante ore fuori ad attendere. Il mio amico voleva andare via. Io sono un tipo tranquillo, non mi arrabbio, ma un calciatore professionista, che ha giocato nella Lazio, lasciato 4 ore fuori, è stato un po’ brutto. Ma parlo anche per altri calciatori che hanno vestito quella maglia.

E poi come è finita? E’ riuscito ad entrare?

Mi sono avvicinato a un ragazzo, nonostante il mio amico Giuseppe mi esortasse ad andare via, e gli ho detto: “Guarda, sono un uruguaiano che è stato qui qualche anno e ha fatto qualche gol, 2-3 gol, niente di importante. Può riferire che sono Ruben Sosa e vorrei entrare?” Il presidente non c’era. Ma alla fine mi fece entrare Manzini e disse “aprite tutti e due i cancelli per Ruben.”Poi, alla fine, chiesi una maglia per mio figlio e mi riempì una borsa di maglie e pantaloncini. Fu carinissimo con me.  Quando io mi allenavo a Tor di Quinto, i tifosi venivano durante gli allenamenti e ci davano supporto. Non dico tutti i giorni, ma stabilire 2-3 volte a settimana, decisi magari dal mister, perchè i tifosi sono importanti. Le famiglie, i bambini devono stare vicini alla propria squadra del cuore. Ci sono tanti tifosi che non vivono in Italia, che fanno chilometri, non gli si deve negare questa gioia.

Corsa al quarto posto ricca di pretendenti: chi la spunterà?

La Lazio sta giocando meglio dell’Inter. Andrà in Champions la squadra che sbaglierà di meno. Certo è che se dovesse tornare Icardi all’Inter, la squadra nerazzurra avrà più possibilità.

Cosa ne pensi di Inzaghi?

Conosce benissimo i suoi giocatori. Mi piace molto. Credo, però, che alla Lazio manchi un “Cavani”, un “Suarez”, un numero 10 vero. Un top player, quello che serve le punte. Uno che tiene palla e che stia vicino a Immobile. Lui è un giocatore di area, non deve andare in mezzo al campo a prendersi la palla.

Cosa non ti piace di questa Lazio?

La Lazio ha giocatori bravi, ma gli manca un vero top player. Quel giocatore di classe A che possa portare la Lazio a vincere tutto. Perchè la Lazio merita di vincere tutto.

 

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