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ESCLUSIVA, Totò Di Natale: “Quando Lotito provò a prendermi grazie a Rocchi ma…”

ESCLUSIVA, Totò Di Natale: “Quando Lotito provò a prendermi grazie a Rocchi ma…”

Totò Di Natale si racconta in esclusiva ai nostri microfoni

di redazionecittaceleste

Di Ramona Marconi

ROMA – C’era un tempo in cui pensavi al campionato italiano e pensavi alle sue magie.

Ha appeso gli scarpini al chiodo all’età di 39 anni, totalizzando 455 presenze e 209 gol. Di questi 209 gol impossibile non pensare a uno dei suoi capolavori, che lo hanno anche reso il sesto attaccante più prolifico di sempre nel nostro campionato. Totò Di Natale si racconta in esclusiva ai nostri microfoni.

Che partita si aspetta da questo Lazio-Empoli?

Lazio sta bene fisicamente, lo ha dimostrato anche a San Siro contro l’Inter. L’Empoli ha bisogno di fare punti. Sono due squadre che giocano bene a calcio quindi mi aspetto una bella partita.

Corsa al quarto posto: chi vede favorita?

E’ un bellissimo campionato. A parte la Juve che ne fa uno a parte, vedo un campionato molto avvincente con la corsa al quarto posto che si deciderà solo alla fine.  In questa corsa metto sicuramente la Lazio, ma anche l’Atalanta e ovviamente Roma, Milan, Inter e Fiorentina.

Un campionato che acquista pezzi pregiati grazie all’arrivo di Ronaldo alla Juve…

L’arrivo di Ronaldo fa bene al calcio italiano. E’ un campione assoluto e la speranza è che ne arrivino altri. 

Cosa ne pensi di questa nazionale?

Sono contento che l’incarico sia stato dato a Mancini. Lo reputo un grandissimo allenatore oltre che molto preparato. Era quello che serviva perchè sa allenare bene i giovani e noi di giovani promettenti ne abbiamo: da Zaniolo, passando per Donnarumma e Chiesa. Io vedo un futuro promettente per la nostra Nazionale.

Immobile?

E’ un grandissimo attaccante, lo ha dimostrato in questi anni e sarà un punto fermo non solo per la Lazio ma anche per la nostra Nazionale. 

La Lazio l’ha mai cercata?

Loito mi ha chiamato tanti anni fa, quando c’era ancora Rocchi. Lui stesso se ne stava occupando. Poi non se n’è fatto più niente perchè l’Udinese non mi ha lasciato partire. 

Tornando alla Nazionale azzurra, un commento sul ritorno di Quagliarella…

E’ un amico, mi fa tanto piacere. Anche io ho avuto la sua stessa fortuna, spero che possa continuare. I giovani devono prendere esempio da giocatori come Fabio.

Il ricordo più bello della sua carriera?

La prima volta che mi ha chiamato Trapattoni, dopo la partita contro la Reggina, dopo la mia doppietta. Quella chiamata fu la più grande emozione. Indossare la maglia azzurra, per ogni calciatore, è il coronamento di una carriera. 

Cosa sta facendo ora?

Adesso sono nello staff dello Spezia, alleno gli attaccanti. Sto facendo un percorso importante con Marino, con la speranza, un giorno, di diventare allenatore >>> LEGGI ANCHE: CLAMOROSA BOMBA DI CALCIOMERCATO. TIFOSI DELL’INTER DISPERATI!

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