Lazio – Caceres, ecco perché non ha funzionato

Non è mai decollato il rendimento del difensore uruguaiano Martin Caceres in maglia biancoceleste…ecco perché

di redazionecittaceleste

Caceres

Caceres-Lazio, storia di un amore mai sbocciato

 

ROMA – Ormai è ai titoli di coda l’avventura di Martin Caceres alla Lazio ma già da tempo l’uruguaiano era finito ai margini del progetto biancoceleste, o forse non ci è mai entrato. Per lui un clamoroso ritorno alla Juventus, che a differenza dela Lazio su di lui ha sempre puntato e lo ha sempre accolto con molta stima. Ma quali sono le cause per cui questo calciatore non ha lasciato il segno nella capitale, nonostante la sua grande esperienza e la sua duttilità tattica? Andiamo ad analizzare insieme quelle che possono essere state le cause, del mancato feeling tra Caceres e la Lazio.

 

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Martin Caceres

– IL MODULO TATTICO

Una delle chiavi di lettura per il mancato utilizzo del difensore della “celeste” potrebbe riguardare il modulo tattico utilizzato da Inzaghi. Spesso il tecnico piacentino lo scorso anno lo ha utilizzato come centrale di sinistra nella consueta difesa a tre, marchio di fabbrica dell’allenatore biancoceleste. La sua posizione ideale è quella di esterno di destra in una difesa a quattro. Infatti in nazionale viene impiegato con regolarità in quel tipo di modulo, ma spesso viene utilizzato anche come quinto di destra. La domanda sorge spontanea, come mai Inzaghi non lo ha quasi mai preso in considerazione in quel ruolo?

– POCO FEELING CON L’ALLENATORE
A dir la verità non è mai sbocciato l’amore tra Inzaghi e Caceres, altrimenti il tecnico non lo avrebbe “relegato” addirittura all’ultima riserva dei centrali difensivi della Lazio, e lo avrebbe tenuto in maggiore considerazione, vista anche l’attuale situazione sulla fascia destra.

– ANARCHIA TATTICA
Un altro punto fondamentale può essere legato alla sua “anarchia tattica”, da quello che trapela Caceres è spesso  sfuggito dai dettami dell’allenatore, sui movimenti e le posizioni da rispettare in campo. Questa situazione non ha certo aiutato a legare con il tecnico, che comunque lo ha sempre ritenuto un professionista esemplare. Di certo la sua duttilità lo ha sempre aiutato in carriera, ma evidentemente è stata un’arma a doppio taglio per lui, che alla Lazio non ha mai trovato una collocazione tattica ben precisa.

Insomma i motivi di un addio, dopo solamente un anno e mezzo ci sono, un vero peccato lasciar partire un calciatore con le sue doti tecniche, ma evidentemente Inzaghi non ha saputo tirar fuori dall’uruguaiano le giuste motivazioni per esprime al meglio il suo valore.

 

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  1. sandromarchetti50 - 2 anni fa

    COMINCIO A DUBITARE FORTEMENTE DELL’ALLENATORE E RIVALUTARE LE COSE ESTRAPOLATE AL PRESIDENTE LOTITO FORSE NON SARA’ UNA MERCEDES MA NEANCHE UN CALESSE,POSSIBILE CHE GIOCATORI OVE ALTROVE RENDONO ,CON INZAGHI SONO NULLI? HA FATTO VENDERE FILIPPETTO, ORA VEDENDOLO AL WEST HAM CHE GIOCA DA CAMPIONE MI VIENE UNA RABBIA SPERO SOLO DI AVERE PRESTO UN ALLENATORE VERO CHE ABBIA IL CORAGGIO DI CAMBIARE IN OGNI OCCASIONE…………….

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