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Lazio – Inter, Hernanes: “Con la Lazio il profeta migliore, Inter? Nessun rammarico”

Sulla gara di questa sera tra Lazio e Inter ha parlato un doppio ex, il “profeta” Hernanes, decisivo in maglia biancoceleste ma molto meno con quella neroazzurra.

di redazionecittaceleste

ROMA – Lazio e Inter nel big match di questa sera all’Olimpico avranno uno spettatore d’eccezione direttamente dalla Cina. Uno dei tanti doppi ex della gara, il “profeta” Hernanes, che ha dato il meglio di se negli anni alla Lazio,quattro stagioni in maglia biancoceleste in cui è nata la stella brasiliana che ha strabiliato il pubblico laziale e non solo, a suon di gol e dribbling. peccato che nel gennaio 2014 quando abbandonò Formello in lacrime, direzione Inter non ebbe le stesse fortune, meno che mai un anno dopo con la Juventus. Adesso il brasiliano gioca in Cina con l’Hebei CFFC, proprio da li si godrà la sfida, a la Gazzetta dello Sport ha presentato così la gara di questa sera, ripercorrendo anche la sua esperienza italiana:

“Niente tifo, me la godrò da spettatore. Vinca il migliore. Il mio top è stato a Roma, a Milano chiusi alla grande. Ho nel cuore ogni momento passato in Italia, Juve compresa. Cina? All’inizio ho avuto qualche infortunio, ora sono felice”.

Hernanes, da che parte sta?
“Ho più affetto per i biancocelesti, lì diedi il meglio. All’Inter chiusi in crescendo. L’ultimo periodo da numero 10 andò alla grande con Mancini in panchina: fu il motivo che spinse la Juventus a scegliermi”.

Anche a Torino, però, raramente giocò nel suo ruolo.
“Feci poche gare dietro le punte, ma mi trovai bene con tutti. Scudetto e Coppa Italia vinti: fu un’esperienza importante”.

Inter e Juve: ha qualche rammarico?
“Solo il ruolo. Le mie qualità migliori sono dribbling e tiro, difficile essere decisivo lontano dalla porta. Il miglior Hernanes è quello di Roma”.

Dove oggi c’è Lazio-Inter.
“Match spettacolare. La Lazio gioca in casa e vorrà prendersi la rivincita dopo il k.o. di maggio, l’Inter deve ripartire dopo Barcellona. Entrambe stanno facendo bene, possono deciderla i giocatori di valore”.

Come Milinkovic e Brozovic.
“Forti e per certi versi simili. Sergej è completo: fisico, tecnico, bravo di testa, fa gol e serve assist. Marcelo ha meno “chili” ma più visione di gioco. E pure lui segna e fa segnare”.

Il serbo è una delle tante scoperte di Lotito e Tare.
“Grande lavoro collettivo, hanno preso tanti semisconosciuti diventati poi big. Una Lazio così non sorprende. Bravi tutti, compreso Simone Inzaghi”.

Tra lei e il presidente ci fu qualche incomprensione.
“Ma lo ringrazierò sempre. Lo stesso vale per Calveri (segretario generale, ndr) e Tare. Prima di andar via, lo incontrai nel suo ufficio. Parlavo e piangevo…”.

L’Inter può lottare per il titolo?
“La rosa è forte, ma la Juve è di un altro livello. Dipenderà anche dall’Europa, magari Spalletti rosicchierà qualcosa… La Juve è tra le favorite in Champions: c’è maggior convinzione e un Ronaldo che porta tanto in termini tecnici e di personalità, ma occhio alle altre”.

Lei cosa farà da grande?
“In Cina ho un contratto fino al 2019. Sono troppo innamorato del campo per pensare al dopo. Giocherò a lungo. Il mio futuro sarà meraviglioso”.

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