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Lotito: “Galeazzi esempio di giornalismo autentico. Lo ricordo con affetto”

Lotito: “Galeazzi esempio di giornalismo autentico. Lo ricordo con affetto”

Nella Protomoteca del Campidoglio è stata allestita la camera ardente: la maglia della Lazio sopra la bara del giornalista

redazionecittaceleste

Aggiornamento ore 13:55 - Recatosi in Campidoglio, ecco come il presidente Lotito ha ricordato Galeazzi ai microfoni dei cronisti presenti: "È sempre stato presente in modo discreto e con grande competenza, ricevevo spesso telefonate di incitamento per portare avanti la mia linea. Lo ricordo con grande affetto. Aveva uno stile, come si dice nel gergo aulico icastico, ovvero diretto, che rendeva vive le sensazioni e le emozioni, riusciva a tradurle e a tirarle fuori da ognuno di noi. Una persona a cui va tutto il nostro riconoscimento per un tipo di giornalismo autentico e vero che rappresentava con correttezza le emozioni del momento e le ritraeva in una condizione tale da costituire anche un messaggio per le giovani generazioni".

 Il presidente Lotito dinanzi al feretro di Giampiero Galeazzi

Il comunicato della Lazio: "Un grande nello sport, un’icona nel giornalismo italiano: Giampiero Galeazzi. Quest’oggi anche il Presidente della S.S. Lazio Claudio Lotito, accompagnato da una delegazione della S.S. Lazio, ha reso onore alla memoria dello storico giornalista italiano partecipando alla camera ardente tenutasi nella Sala della Protomoteca in Campidoglio".

Il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, questa mattina ha visitato la camera ardente in Campidoglio per Giampiero Galeazzi, aperta alle 11. 30. Il primo cittadino, che indossava la fascia tricolore, dopo aver reso omaggio al feretro sia fermato con la famiglia del giornalista. In fondo alla Protomoteca del Campidoglio due foto che raffigurano Giampiero Galeazzi: una scattata nel periodo in cui era in Rai, e l’altra del periodo da campione di canottaggio. Poi due gonfaloni, uno della Lazio - sua squadra del cuore - l’altro del Circolo Canottieri Roma. Sul feretro è adagiato un cuscino di rose, e la maglia personalizzata della Lazio con il numero nove stampato sulle spalle.

La vita di Giampiero Galeazzi è stata ricca. Prim’ancora di essere un grande inviato, Galeazzi era stato un grande atleta: vinse il titolo italiano nel canottaggio nel 1967, l’anno dopo partecipò alle selezioni preolimpiche dei Giochi di Città del Messico. laureato in Economia, lavorò per breve tempo alla Fiat, prima di tornare a Roma, spinto dalla nostalgia per la sua città e per le sue amicizie. Entrò in Rai, prima alla radio dove fu inviato alle Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972. Oltre alle telecronache del canottaggio, gli vennero affidate anche quelle del tennis: con Adriano Panatta dietro al microfono, formò un doppio straordinario. Inviato per la Domenica Sportiva, condusse per diverse stagioni anche 90° Minuto, trasmissione storica della Rai.

Giampiero Galeazzi aveva la Lazio nel cuore. Era stato direttore della rivista La Lazio, voluta ed editata dall’allora presidente biancoceleste Giorgio Chinaglia. Il suo servizio, il 14 maggio 2000, resta tra i più inconici della televisione. Spinto dall’istinto e dalla passione per la Lazio, Galeazzi abbandonò la postazione tv del Foro Italico dove stava raccontando la finale degli Internazionali d’Italia, per correre verso uno stadio ebbro di felicità, e testimoniare in presa diretta un evento storico. Ci sarebbero mille aneddoti da raccontare sul personaggio, che un paio di anni fa si congedò ai suoi telespettatori di Domenica In con una frase-testamento: “Sotto lo stesso cielo, sotto la stessa bandiera. Forza Lazio“.