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Lazio News: Juve, le verità nascoste, e l’insulto indiretto a Sarri

Extra Lazio - Parla Agnelli

Nella docu-serie dedicata alla Juve, il presidente si lascia andare davanti alle telecamere. E non risparmia il suo vecchio allenatore

redazionecittaceleste

Che non fosse stata un’esperienza da incorniciare, lo si era capito dal divorzio conclamato appena dieci mesi dopo il matrimonio. Ma arrivare a definirla in maniera sgradevole, ce ne passa. Eppure, nella docu-serie dal titolo "All or nothing” il presidente Andrea Agnelli ha rivelato tutta la sua mala creanza, parlando così allo spogliatoio bianconero per iniziare l'avventura con Pirlo in panchina: ”Sono 10 anni che sono presidente della Juve. Se guardo l’anno scorso, al di là dei risultati sportivi, ve lo dico dal cuore, è stato un anno di merda". Chiaro ed evidente, il riferimento all’allenatore che aveva appena lasciato la Continassa, ovvero Maurizio Sarri.

La successiva considerazione da fare - tuttavia - viene immediata. ma se quello trascorso con Sarri sulla panchina della Juventus era stato… un anno poco propizio, quale sarà stato il commento del presidente Andrea Agnelli dopo l’esperienza di Pirlo sulla panchina bianconera? La stagione di Sarri si era conclusa con la vittoria del nono scudetto consecutivo. Un lavoro che l’attuale tecnico della Lazio aveva portato avanti tra mille difficoltà, ereditando una squadra già con la pancia piena, ormai da tempo abituata a vincere. Il problema di Sarri fu quello di arrivare al posto di Allegri, tecnico che il presidente Agnelli avrebbe voluto riconfermare e che l’ex direttore dell’area tecnica Fabio Paratici decise di giubilare nonostante i cinque scudetti consecutivi.

Allora Maurizio Sarri impiegò poche settimane prima di capire la situazione in casa bianconera. “Ho fatto riunione con lo staff e detto loro di fare una scelta - ha rivelato l’estate scorsa il tecnico laziale - Dissi ai miei collaboratori: “O andiamo dritto per la nostra strada e tra un mese ci mandano via oppure facciamo qualche compromesso per vincere lo scudetto e poi ci mandano a casa a fine stagione. Abbiamo scelto la seconda strada. Lo scudetto era dato per scontato anche all’interno: abbiamo vinto senza neanche festeggiarlo, ognuno a cena per conto suo. Nello sport la vittoria non è mai scontata. L'anno giusto per andare alla Juve sarebbe stato questo: sono arrivati al 4° posto. E questa volta hanno festeggiato…“.