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Lazio, Piscedda: “Ecco perché all’Italia è mancato Immobile”

Immobile in Nazionale

L'ex biancoceleste, Massimo Piscedda, ha spiegato perché l'Italia ha faticato senza Ciro Immobile al centro dell'attacco

redazionecittaceleste

Nelle puntate odierne andate in onda su Radiosei, l'ex calciatore, tecnico ed opinionista sportivo, Massimo Piscedda, è intervenuto in diretta dove ha detto la sua sulla Nazionale e sull'assenza di Ciro Immobile. L'attaccante della Lazio è un punto di riferimento sia per il club che per l'Italia e ieri la sua assenza, nella semifinale di Nations League contro la Spagna, si è fatta sentire. Piuttosto che schierare un attaccante di ruolo il commissario tecnico degli azzurri, Roberto Mancini, ha preferito affidarsi al falso nove. Ma non è servito per evitare la sconfitta. Di seguito ecco le parole dell'addetto ai lavori sul 1-2 maturato a San Siro contro le Furie Rosse del CT, con un passato anche in Italia, Luis Enrique:

 Nazionale italiana

Sulla Nazionale

"La Spagna ha tanta qualità ed è molto abile nello scaricare il pallone. Questo gli permette di ritagliarsi degli spazi importanti. L'espulsione di Bonucci ha condizionato la partita, questo ha obbligato il CT a cambiare strategia. Di gomitate, comunque, ne ho prese talmente tante che anche a me dovevano fischiare punizione tutte le volte. Secondo me il gesto è stato esagerato. Il regolamento è cambiato e adesso il difensore non può più fare niente. Per me l'ammonizione non ci stava. Ha fatto male Bonucci ha prendersi il primo giallo per reclami".

Su Immobile

"Immobile è mancato soprattutto perché è un attaccante di ruolo, e anche perché è un giocatore con caratteristiche diverse dagli altri. Se al suo posto non ha giocato Raspadori, è perché non ha ancora la maturità di sfidare una squadra come quella iberica. Ciro e Belotti, ad oggi, sono gli unici due centravanti sui quali può fare affidamento la Nazionale. Consapevoli del fatto che il bomber della Lazio è più completo. Immobile in Nazionale non può essere trattato come nel club. Con l'Italia è giusto che giochino sempre i migliori".