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QDL – Repice: “La Lazio ha scelto Sarri, i giocatori devono adattarsi”

Sarri a Formello

Le parole di Francesco Repice intervenuto oggi a Quelli della Libertà, in onda ogni sera dalle 18:30 alle 20:00 su Cittaceleste TV e Radiosei

redazionecittaceleste

È intervenuto ai microfoni di Quelli della Libertà, in onda su Cittaceleste TV e Radiosei la prima voce di Tutto il calcio minuto per minuto Francesco Repice. Di seguito le sue parole. “L’UEFA? Il software ha deciso come posizionare le palline, ma sicuramente è una brutta figura. Questa cosa però romperà il fronte della Superlega: adesso il Real Madrid farà ricorso, ma a seconda degli incroci altri club potrebbero avere da ridire.  

 Maurizio Sarri

La Lazio? Secondo me non è possibile che un calciatore di Serie A non sappia giocare con diversi moduli. È giusto dire che ogni giocatore ha le sue caratteristiche, ma non si può dire che Luis Alberto non possa fare la mezzala come chiede Sarri. Giocatori di questo livello devono sapersi adattare. Poi il sistema di gioco è cambiato, ma con il lavoro e con l’applicazione certe cose possono essere facilmente assimilate. Io non capisco perché Luis Alberto non possa occuparsi della fase difensiva o Milinkovic non possa raddoppiare sull’esterno. Se l’allenatore chiede di fare questo lavoro, devono farlo. Se il club sceglie un allenatore con determinate caratteristiche, i giocatori devono adattarsi. Qui stiamo parlando di calciatori di un livello superiore, che devono necessariamente adeguarsi a Maurizio Sarri e devono studiare il nuovo modo di stare in campo. Per me contano i giocatori che vanno in campo, non i moduli. 

Noi non stiamo a Formello, a vedere come ogni pomeriggio e ogni mattina vengono preparate le partite e i giocatori. Se noi fossimo lì, probabilmente non faremmo certo ragionamenti. Sarri quando perde non ci sta, si vede subito come accetti male la sconfitta. Io credo stia cercando di cambiare la testa dei giocatori e fargli capire che questo sistema è quello giusto. Ma quando si cambia così radicalmente un anno di transizione è necessario. La Lazio andava bene perché ha avuto per quattro-cinque anni lo stesso allenatore con gli stessi metodi e sistema di recupero degli infortuni. È tutto diverso, le cose cambiano ed evidentemente i risultati non possono andare a regime subito”.