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Inter-Lazio, un gol di testa del Sergente stende i neroazzurri. Tre punti dal sapore di Champions

Inter-Lazio, un gol di testa del Sergente stende i neroazzurri. Tre punti dal sapore di Champions

Vittoria di platino per gli uomini di Inzaghi a Milano dopo novanta minuti di cuore e sofferenza

di redazionecittaceleste

ROMA – La Lazio corre, lotta, suda e si porta a casa tre punti pesantissimi nella corsa alla Champions League in una giornata cruciale per gli uomini di Simone Inzaghi.

eccezzzionale

Le sconfitte di Milan e Roma hanno aperto una finestra importantissima sulla zona Champions per i biancocelesti che sono stati bravissimi a sfruttarla nella sfida di San Siro contro l’Inter. Dura, tosta e decisa in fase difensiva, la Lazio mette da parte per 90 minuti lo spettacolo visto nell’ultimo mese e si butta nel fango per rientrare ufficialmente in piena zona Champions. Ora il Milan dista solamente tre punti, con il recupero contro l’Udinese che ora rappresenta quasi un bonus per i biancocelesti nella lotta al quarto posto.

 

Inizia forte l’Inter che cerca di partire esattamente come fatto due settimane fa nel derby di Milano contro il Milan, senza però rendersi particolarmente pericolosa dalle parti di Strakosha. La Lazio fa la partita che vuole, aspetta la squadra di Spalletti nella propria metà campo e cerca di fare male ogni qualvolta trova spazio in contropiede. Dalla teoria alla pratica, il tredicesimo minuto è l’emblema dell’idea di Simone Inzaghi che trova il vantaggio grazie ai due “assenti” nei big match. Luis Alberto pennella sulla testa di Milinkovic-Savic, il serbo svetta sopra Brozovic e trova il primo gol nel 2019 portando in vantaggio la Lazio. L’infortunio di Correa a metà del primo tempo toglie velocità alle ripartenze dei biancocelesti, ma Caicedo ci mette volontà e sacrificio oltre a due/tre giocate di pregevole fattura per far salire la squadra.

 

Nella ripresa la Lazio accentua la sua tattica difensiva, si piazza con due linee al limite dell’area di rigore e aspetta l’Inter negli ultimi 25-30 metri con i nerazzurri che evidenziano l’assenza di un centravanti d’area di rigore. La squadra di Inzaghi riparte poco, ma quando lo fa si rende sempre molto pericolosa dalle parti di Handanovic, che nonostante il dominio territoriale dei nerazzurri è il migliore in campo dell’Inter con almeno tre grandi parate nell’arco dei novanta minuti. Nel finale Spalletti ci prova con le armi che ha a disposizione, mette gli ex capitolini Nainggolan e Candreva per provare a rendersi pericoloso prima dello spostamento di Vecino come centravanti per provare l’ultimo disperato assalto all’area di rigore biancoceleste.

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