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Lazio, Correa: “Mi ispiro a Kakà, voglio diventare leader di questa squadra con i fatti”

Lazio, Correa: “Mi ispiro a Kakà, voglio diventare leader di questa squadra con i fatti”

El Tucu ha parlato ai microfoni della radio ufficiale del club della sua avventura in biancoceleste

di redazionecittaceleste

ROMA – Al termine degli allenamenti pomeridiani andati in scena a Formello alle 15:30, Joaquìn Correa ha parlato ai microfoni di Lazio Style Radio: 

Hai superato il trauma del rigore contro il Bologna?

“Sicuramente avevo tantissima voglia di segnare. Mi sono sentito in colpa per quell’errore. Sono contento di essermi sbloccato, la gente è stata magnifica anche nei momenti brutti”.

Come ti hanno convinto a giocare più avanti?

“Ho sempre cercato di migliorare sotto porta, sono sempre stato un esterno o trequartista, ora gioco più avanzato, ma l’ho già fatto sia in nazionale che al Siviglia. Mi alleno per far vincere la squadra”.

Con Immobile un feeling particolare?

“Ciro è sempre disponibile, serve tanti palloni sia a me che a Luis Alberto e Milinkovic. Non è solo un bomber, ma molto di più, è importante anche per tutta la squadra”.

Differenze fra la Lazio dello scorso anno e quella di questo?

“Quest’anno stiamo giocando più offensivi, il mister sta facendo in modo che siamo noi a fare la partita. Noi stiamo seguendo i dettami dell’allenatore”.

La lotta la quarto posto?

“Non dobbiamo adagiarci sugli allori perché siamo terzi, in Italia non esistono partite facili. Dobbiamo credere nella nostra forza. Ci sono tantissime squadre con una rosa importante, serve una concentrazione massima”.

 

 

Hai un modello a cui ispirarti sotto porta?  “Ho sempre avuto come modello Kakà, non un vero attaccante, lui partiva da dietro, ma faceva tanti goal. E’ bello giocare più vicini alla porta e fare goal”.

Puoi diventare il leader della Lazio? “Io amo avere responsabilità, sin da piccolo è stato così. Sono maturato negli ultimi anni, se un mio compagno ha bisogno di me io non mi tiro indietro. Meglio diventare leader con i fatti piuttosto che con le parole”.

Sul rapporto con i tifosi: “La gente che mi aspettava all’aeroporto mi ha impressionato. Mi ha dato un caloroso benvenuto. Lo stesso vale per il tifo allo stadio, per noi giocatori è importante”.

Il tuo sogno nel cassetto?

“Vincere tutte le partite che gioco, so che è difficile. Vorrei vincere un mondiale. Alla Lazio ho già vinto un trofeo, ma ora puntiamo alla Supercoppa e a qualificarci in Champions”.

 

Correa alla Samp, Correa alla Lazio, le differenze?

“Ho cambiato mentalità. sono un altro giocatore, prima pensavo solo alla mia giocata. Ora penso a vincere con la squadra”.

Con chi hai un rapporto più stretto nello spogliatoio? “Sono legato a tutti, ma con quelli che parlano spagnolo, per una questione di lingua, magari parlo un po’ di più”.

Appuntamento con la Nazionale rimandato

“La maglia dell’ Argentina per me è un sogno, è bellissima come quella della Lazio”.

Ti piace la cucina romana?  “Ovunque vai a Roma si mangia benissimo. Mi piace la carbonara, ma non in quantità eccessiva, se no divento grasso”.

Giochi ai videogiochi? 

“Gioco alla play sempre con la mia Lazio”.

 

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