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Lazio, Veron: “Non ci sono più presidenti come Cragnotti e Moratti”

Lazio, Veron: “Non ci sono più presidenti come Cragnotti e Moratti”

Le parole di Juan Sebastian Veron sul suo passato con la Lazio

di redazionecittaceleste

ROMA – Ancora protagonista Juan Sebastian Veron. Dopo essere tornato allo stadio Olimpico a prendersi l’abbraccio dei tifosi della Lazio contro il Sassuolo, l’ex calciatore ha parlato del suo passato in biancoceleste.

 

 

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Ecco come si è espresso ai microfoni di Radio Incontro Olympia: “Oggi sono il presidente dell’Estudiantes. La realtà delle società argentine sono sociali e multisportive. Noi lavoriamo in primis perché tifosi della squadra. In secondo luogo perché ci fa piacere. Qui non si comprano i club. Questi ultimi qui in Argentina sono sociali. Diamo una mano alla squadra insomma”. Sull’accoglienza all’Olimpico: “Con Lotito abbiamo avuto alti e bassi. Stavolta è stato veramente gentile lui e tutta la società. Già il giorno prima ero stato a Formello con Angelo e Simone (parla di Peruzzi e Inzaghi, ndr). In più l’accoglienza allo stadio è stata molto bella”.

In concomitanza con l’argentino poi, Radio Incontro Olympia ha chiamato anche l’ex presidente della Lazio, Sergio Cragnotti: “Il più grande” accolto così da Veron. “Abbiamo vinto poco, la colpa era di Sebastian che a volte non voleva giocare” – dice scherzando Cragnotti – “tipo quella volta a Torino. A parte gli scherzi, penso che Veron sia stato uno dei più grandi calciatori visti in Italia. Oggi non so quanto varrebbe uno così. Anche il calcio è cambiato, ora è molto più fisico e meno tecnico, perciò non si vedono più i grandi calciatori”.

Juan Sebastian Veron sotto la Curva Nord
Juan Sebastian Veron sotto la Curva Nord

Torna a parlare Veron e lo fa raccontando un aneddoto: “Io ho avuto la fortuna di avere due presidenti come Cragnotti e Moratti che capivano il calcio. Un squadra non si fa da un giorno all’altro, ma si costruisce col tempo. Loro due hanno avuto la pazienza di costruire e fare i colpi giusti sul mercato. Questo significa capire di calcio. Poi avevano anche un rapporto diretto coi calciatori e questo è molto importante ed influisce sui giocatori. Forse abbiamo vinto meno di quanto meritavamo, ma evidentemente doveva andare così. Ho un ricordo molto bello dell’esperienza alla Lazio anche grazie al presidente Cragnotti. Oggi si pensa più al business che a formare squadre famiglia. Noi volevamo vincere, non solo guadagnare i soldi”.

Sui tifosi: “Ancora oggi ho amore per questa società. A loro volta i tifosi per come seguono e sostengono la squadra sembrano quelli argentini. Sanno soffrire e seguono sempre i loro beniamini e comunque sperando di vedere la propria squadra di nuovo protagonista. Questa cosa è importante e mi ha fatto legare a questi colori. Ho il ricordo di quei tempi ancora ben impresso e lo vivo con tanto affetto”. Infine sul progetto di Gaeta: “Sono stato invitato a Gaeta da un mio amico argentino. Abbiamo in mente una sorta di accordo tra Gaeta ed Estudiantes soprattutto per i giovani, vedremo poi gli sviluppi”.

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