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RIVIVI IL LIVE – La Lazio nelle scuole, Parolo: “Bisogna saper coinvolgere, non escludere” F&V

RIVIVI IL LIVE – La Lazio nelle scuole, Parolo: “Bisogna saper coinvolgere, non escludere” F&V

Torna l’appuntamento con l’iniziativa “La Lazio nelle scuole”

di redazionecittaceleste

ROMA – Nuovo appuntamento con l’iniziativa organizzata dalla società biancoceleste: “La Lazio nelle scuole”.

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Questa mattina la Lazio farà visita all’Istituto Comprensivo Nino Rota in via Francesco Saverio Benucci 32. Insieme all’aquila Olympia e al falconiere Juan Bernabè ci saranno i calciatori: Guido Guerrieri, Riza Durmisi e Marco Parolo. I calciatori hanno fatto il proprio ingresso con il team manager Maurizio Manzini e il responsabile della comunicazione Arturo Diaconale.

I giocatori firmano autografi prima dell’introduzione all’evento.

Il team manager, Maurizio Manzini, presenta l’evento:

“Volevo ringraziare i presenti perché noi andiamo molto volentieri a queste riunioni, soprattutto quando le classi non sono composte da alunni molto grandi. Da voi prendiamo la vostra allegria, il vostro entusiasmo, la vostra voglia di giocare e studiare. Mi auguro avrete un futuro di successo, nella vita bisogna combattere per emergere.”

Parla anche il responsabile della comunicazione Arturo Diaconale:

“L’aquila è il simbolo della Lazio. Quando padre Romolo decise di costruire Roma, i romani aspettavano dei segni per poter costruire la città. Vide sopra il Campidoglio volare un’aquila e decise di prenderla come simbolo. ”

L’alimentazione è importante, voi campioni cosa mangiate prima di una partita?

Risponde Marco Parolo: “Bello trovarsi in una palestra, a scuola era il mio momento preferito. Noi seguiamo i consigli del nutrizionista. Il giorno della partita si mangia tre ore prima, un piatto di pasta e un toast con della bresaola o del pollo. I carboidrati ci danno energia per correre in campo”.

Quale emozione ti trasmette lo sport che fai?

Risponde Riza Durmisi: “L’emozione è una che non si può descrivere, è fenomenale. Non si può descrivere a parole”.

Perché tutti pensano solo al calcio? Ci sono altri sport…

Marco Parolo: “Bisogna parlare di tutti gli sport, a me piace guardare tutti gli sport quando non gioco. Il calcio forse è piu’ popolare. Quando si è bambini è meglio provare tutti gli sport.”

Perché l’aquila si chiama così ?

Juan Bernabè: “Quando l’aquila arrivò alla Lazio ci fu un sondaggio. La tifoseria biancoceleste ha scelto Olympia come nome”.

Come si accetta la sconfitta?

Marco Parolo: “Quando si perde non è mai facile accettarlo, si impara. Ho un bambino piccolo e lui non sa perdere. Quando cominci a perdere spesso ti abitui. Devi allenarti meglio per cercare di vincere, prendi le cose positive dalla sconfitte. Come se fai un compito in classe e va male, studi, migliori e andrai meglio”.

Perché i giocatori si comportano in modo scorretto?

Marco Parolo: “L’adrenalina fa fare sbagli, non dovrebbe succedere. Se ci pensi sono piu’ le partite dove non succede niente. Sono casi isolati, bisogna chiedere scusa del comportamento sbagliato”.

Arturo Diaconale poi parla del tema bullismo: “Sbagliato attuare forme di prevaricazione sulle persone. Se vedete fenomeni di questo genere dovete impedirli. Voi bambini dovete solamente volervi bene.”

Voi calciatori riuscite a trasmettere valori?

Marco Parolo: “Siamo un esempio di gente che vive in gruppo, con calciatori provenienti da tutto il mondo. Proviamo a trasmettere il rispetto e i valori corretti. Bisogna saper coinvolgere, non escludere”.

La lontananza da casa come si gestisce?

Risponde Riza Durmisi: “Ho gli amici qui, quindi non sento molto la mancanza di casa.”

Marco Parolo: “Io sto imparando a fare il genitore, si impara a rispettare i tempi e gli spazi. Il primo anno sono stato molto fuori e mio figlio mi chiamava ‘nonno’. Proviamo a fare tutto”.

Juan Bernabè: “Dobbiamo capire che non possiamo avere tutto dalla vita. Dobbiamo seguire la nostra strada, anche se lontani da casa. Bisogna essere felici di ciò che si fa.”

Parolo: “Bisogna dimostrare che tutti si possono aiutare all’interno di un gruppo. Deve essere un esempio, noi ci proviamo.”

Come ci si sente ad allenarsi con giocatori famosi?

Riza Durmisi: “Dopo un allenamento o due ti dimentichi che i tuoi compagni sono famosi”.

Mai assistito a bullismo o violenza?

Marco Parolo: “No, personalmente no. Penso sia una cosa brutta, fin da piccolo ho sempre cercato di stare insieme agli altri senza escludere nessuno. Fare gruppo pensando di essere piu’ forti degli altri, singolarmente non sono capaci di essere forti. Tutte le persone possono dare tanto, mettiamoci insieme”

Accettare le decisioni del mister o della maestra?

Marco Parolo: “Se non c’è un mister che guida gli altri, ognuno farebbe a modo suo. Bisogna imparare e accettare ciò che ci dicono gli insegnanti e gli allenatori. Più seguiamo il mister meglio speriamo di andare. Così dovete fare voi”.

Olympia dove vive? Cosa mangia?

Juan Bernabè: “Vive a Formello, nel centro sportivo. E’ pieno di alberi e c’è tranquillità, riposa tutto il giorno. A Olympia piace tantissimo il pollo ruspante e il salmone, visto che un’aquila del Canada e dell’Alaska. E’ nata in cattività per inseminazione”.

Quanto la gioia di un giocatore diventa la gioia di tutti?

Marco Parolo: “E’ bello gioire con i compagni, è merito di tutti. Gli errori ugualmente, sono colpa di tutti e si cerca di aiutare il compagno a ripartire.”

Aiutate i meno fortunati?

Marco Parolo: “Certamente, spesso lo facciamo in maniera anonima.”

Qual è stato l’intervento contro gli atti di discriminazione?

Arturo Diaconale: “Esistono norme punitive, ci sono organismi che tutelano il calcio nazionale e internazionale. Esistono multe per i tifosi che le società devono pagare, spero sia un problema che non vi riguardi mai. I vostri insegnanti devono farvi capire la strada giusta”.

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