IL COMMENTO DI.. – Franco Melli, “La legge di Vlado”

Istigazioni e ruggini vecchie di 35 anni precedono Pescara-Lazio, ma stavolta più che blindare l’epicentro abruzzese dei moti carbonari sarebbe stato opportuno innalzare un bunker davanti al malcapitato Perin, impallinato 3 volte in poco più di mezzora. E allora dopo l’asfaltata, dopo aver memorizzato il bazooka d’apertura di Hernanes, i…

di redazionecittaceleste

Istigazioni e ruggini vecchie di 35 anni precedono Pescara-Lazio, ma stavolta più che blindare l’epicentro abruzzese dei moti carbonari sarebbe stato opportuno innalzare un bunker davanti al malcapitato Perin, impallinato 3 volte in poco più di mezzora. E allora dopo l’asfaltata, dopo aver memorizzato il bazooka d’apertura di Hernanes, i fratelli pescaresi sono pregati di nascondere in fretta quei manifesti affissi sui loro muri, iniziativa parecchio greve dove l’Indiana Jones di circostanza sa abbattere l’aquila in volo. Tutto centrifugato dall’opposizione biancoceleste ispirata al punto da trasformare la sfida avvelenata in un pic-nic. Ogni angolo è degli ospiti, mentre aumentano le scorrettezze di frustrazione di Blasi e degli altri, sempre imprigionati o invischiati nella bravura dei loro omologhi oppositori, davvero assatanati nel cancellare e reinventare i ruoli soprattutto dal centrocampo in su. Ci sono giorni in cui ai poveri che ciabattano su questa valle di lacrime verrebbe voglia di cambiare sport o mestiere, ed è proprio l’impressione che esibisce Giovanni Stroppa, uno che forse ha studiato con profitto a Coverciano senza trovare uno straccio di contromisura per sollevare la testa. E’ la legge imposta dal poliglotta di Sarajevo, uno che predilige montare gli spettacoli senza i calcoli di Reja, senza sbadigli da pareggite acuta. E pare completamente nuova questa vita giocata a testa o croce. Nello stadio Adriatico adesso va di lusso. Questa non è una partita, è un monologo, una sinfonia. La gestione del poliglotta Vlado iniziata con l’elogio della normalità, cioè con la voglia matta di anteporre la qualità degli interpreti alle scienze tattiche, si trasforma in rappresentazione sontuosa e verrebbe voglia di assegnare a tutti lo stesso voto: 10 e lode nel primo atto per lazzeramento del Pescara. Poi il 3-0 acquisito viene sorvegliato nel prosieguo fra indulgenze, cali di ritmo e benevoli frenate. Pare un sopraggiunto gemellaggio: anche Quintero deve un po’ divertirsi qua e là; anche Abbruscato deve timbrare il cartellino sprecando un’occasionissima; anche Marchetti, più che mai degno di Nazionale come Candreva, deve squadernarsi almeno in un paio di parate notevoli. La gente sbuffa e fischia, e la Lazio sfreccia inebriante in zona Champions.

Fonte: Franco Melli – Il Corriere Dello Sport

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

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