ROMA – La Lazio ormai è uscita dall’ Europa League per mano di un Fenerbahce che ha conquistato la qualificazione all’ andata grazie ad un 2 a 0 maturato davanti ad un pubblico dalle ‘Mille e una notte’ che faceva tremare le gambe. Peccato che, nella gara di ritorno, lo Stadio Olimpico era vuoto, a causa della squalifica che l’ Uefa ha comminato alla Lazio in seguito a striscioni offensivi nei confronti del numero uno dell’ Uefa, Michelle Platini. Stadio vuoto e risultato compromesso, bye bye Europa. Certo, il pubblico non scende in campo, ma il fattore ambientale, specie nelle sfide dentro o fuori, può essere determinante per spostare gli equilibri del match. A tal proposito, abbiamo contattato in esclusiva il direttore della comunicazione e affari esteri dell’ Uefa, William Gaillard nonché Senior Adviser del presidente dell’ Uefa Michelle Platini.
Lei è stato uno dei principali fautori della campagna. ‘ Football against the racism’. A che punto siamo?
“La nostra politica è molto chiara. Primo tolleranza zero, nessun atto di razzismo o discriminazione verrà tollerata, ne sul campo di calcio e nemmeno sugli spalti, verso qualsiasi modo di razzismo. Secondo diventa tutto una questione di educazione, per i giocatori e per il pubblico, per avere un atteggiamento sempre più tollerante verso quello che è diverso o quello che è diversa. Per tante ragioni, colore della pelle, religione,opinioni, sessualità, o semplicemente essere uomo o donna. Ormai da più di un decennio stiamo lanciando campagne di informazione su questi temi. Ma dobbiamo anche essere sicuri che quando c’è una trasgressione o un atto di discriminazione che questo venga punito secondo i nostri statuti.”
Come mai il calcio italiano non riesce ad essere più competitivo come era un tempo rispetto ad altri paesi europei?
“Non è il mio argomento, non sono tecnico, non saprei che tipo di consiglio dare.”
Il fair-play finanziario potrebbe ridurre il gap tra società più ricche e meno rendendo i campionati più spettacolari ed equilibrati?
“Non è il mio campo, la incoraggerei ad interpellare altri colleghi.”
E’ la società che sta cambiando oppure anche l’ Uefa è cambiata nei confronti della società?
Abbiamo sempre detto che il calcio è lo specchio della società. Il calcio non è ne migliore ne peggiore della società. Pérò ha delle responsabilità a causa della sua popolarità ed è per questo che ci siamo impegnati nella lotta al razzismo. Vogliamo dare il nostro contributo ad una società migliore e più tollerante.
Cosa ne pensa degli striscioni apparsi in Curva Nord della Lazio nei confronti di Platini?
“ Questo è un argomento sul quale non vorrei soffermarmi molto. Questi incidenti, non vedo perché se ne dovrebbe parlare così tanto. E’ stata fatta più pubblicità di quello merita.”
Si è parlato anche di una superlega a 14 squadre che comprenderebbe i principali club europei. Pensa che si possa realizzare?
“ No,non fa parte dei nostri piani.”
Federico Terenzi – cittaceleste.it
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