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André Dias: “Potevo smettere di giocare a 21 anni”

di redazionecittaceleste

ROMA – Queste le parole dell’ex difensore della Lazio André Dias a Esporte Uol, dove il brasiliano si è soffermato anche sul suo periodo italiano: “Dopo aver lasciato la Lazio stavo aspettando qualche proposta, ma non arrivava. Non dico che fosse colpa del mio procuratore, ma penso che avesse alcune responsabilità. Ha detto che stava per cercare offerte in Serie B, ma non volevo. Alla fine erano passati sei mesi e il mio agente non aveva chiamate. Io avevo problemi al ginocchio, non mi allenavo da parecchio, per cui ho iniziato a prendere peso, adagiandomi”.

IPOTESI CORINTHIANS

“Dopo alcuni mesi in questa condizione, arrivarono alcune telefonate dal Brasile. Tra queste, c’era il Corinthians. Mi chiamarono Mano Menezes e Edu Gaspar, dicendomi che avevano venduto Cleber Reis. ‘Sappiamo che stai tornando al San Paolo, abbiamo bisogno di un difensore’. Non era vero che stavo andando lì, per questo fui molto sincero. Gli dissi che erano mesi che non mi allenavo e avevo un problema al ginocchio che andava curato, che avrei mentito dicendo che ero pronto per giocare. Apprezzarono la mia sincerità, ma non avevano il tempo di aspettarmi. L’unico club in cui potevo andare dopo la Lazio, comunque, è stato il Corinthians”.

SPARTIACQUE

“Quando ho lasciato il Flamengo ho pensato di smettere di giocare a calcio. Il giorno in cui andai a regolare i conti, il direttore finanziario mi disse una cosa tipo: ‘André, le cose stanno così. Hai 21 anni, un po’ di soldi. Rimettiti a studiare, il calcio non fa per te. Non l’hai ancora capito?’. Mi arrivarono due proposte: Ponte Preta e Paysandu. Scelsi il Paysandu. Quello fu uno spartiacque. Mi dissi che avrei giocato e avrei visto come andava. Se andava bene, avrei continuato, altrimenti mi sarei messo a studiare”.

ARRIVO ALLA LAZIO

Riferendosi alla contestazione dei tifosi biancocelesti: “Mi sono detto ‘com’è possibile che abbia lasciato il San Paolo per una squadra a rischio, con i suoi sostenitori inferociti?’ Lì per lì ho pensato di aver fatto la scelta peggiore possibile. All’epoca non fu facile, la Lazio di adesso è molto più forte. All’epoca l’unico brasiliano era Matuzalem, al mio arrivo era infortunato e stava facendo fisioterapia all’estero. Nessuno parlava il portoghese, io non capivo l’italiano e non sapevo né l’inglese né lo spagnolo. I primi sei mesi sono stati tremendi. Poi ho iniziato ad adattarmi. Impari la lingua e le cose vanno da sé…”.

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