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Andrea Maestrelli: “Mio nonno era un leader vecchio stampo, oggi lo paragonerei a Ranieri”

Oggi avrebbe compiuto 96 anni

Ecco le sue parole

redazionecittaceleste

ROMA - Andrea Maestrelli, nipote di Tommaso, è intervenuto ai microfoni di Gianlucadimarzio.com: "A Roma il mio è un cognome sentito, mi sento dire spesso che è un’arma a doppio taglio perché già mi giudicano in partenza, figuriamoci se mi capita di sbagliare, però ho imparato a prendere tutto ciò come uno stimolo e ha dare sempre qualcosa in più. Ovviamente per me è un onore.

Mio nonno? Per quello che mi raccontano era un leader vecchio stampo: un uomo di poche parole ma che allo stesso tempo trovava i giusti ingranaggi di una squadra di ‘folli’. Erano tutti ragazzi con delle grandi personalità e non era di certo un’impresa facile gestirli. Ora lo paragonerei a Ranieri".

Oggi Andrea gioca all'Arzachena, in Serie C: "Mi sono subito ambientato. E’ un gruppo di ragazzi fantastici e questo posto, anche se piccolo, ci ha fatto sentire fin da subito il calore che prova verso la squadra. Il campionato? Siamo andando bene, al di sopra delle aspettative iniziali e io sto cercando di ritagliarmi i miei spazi. So che c’è chi crede in me, dai compagni alla società e sto crescendo bene".

Il Mondiale del 2006? Ho dei vaghi ricordi perché avevo solo 8 anni. Ero in Puglia, ma ricordo benissimo mia madre commuoversi di fronte a tutti i sacrifici di mio zio (Marco Materazzi, ndr), la gioia e la festa dopo il mondiale. Ora mio zio mi dà anche tanti consigli, ma senza entrare nell’ambito tecnico, perché credo che gli uomini di calcio non si permetterebbero mai di sovrastare la scelta di un allenatore o di una società. I suoi sono soprattutto consigli morali e emotivi".

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