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Ballardini: “Alla Lazio un errore dopo l’altro. I comportamenti di Zarate lo hanno frenato…”

Ecco le su dichiarazioni

di cittacelesteredazione

ROMA- Un tuffo nel passato, per Davide Ballardini. L’ex allenatore della Lazio ha parlato della sua esperienza in biancoceleste, non certo la più positiva della sua carriera, e di quella di oggi ai microfoni di Radio Incontro Olympia: “La Lazio adesso si è consolidata mentre la mia era ancora embrionale. Fummo bravi e fortunati ma non c’era questa solidità tecnica. A quel tempo c’erano tante cose da aggiustare, con giocatori fuori squadra. Il merito della proprietà è essersi dati una solidità. Non sono d’accordo però con Milinkovic-Savic. Quando tu vinci ti arriva anche una carica da portarti dietro. La SPAL ha semplicemente dimostrato di essere una buona squadra. Vincere la Supercoppa ti dà più carica che energie in meno. La vittoria contro il Chievo non è poi stata facile. Milinkovic sarà un futuro campione in ogni caso”.

Sull’esperienza in biancoceleste: “Lì io ho imparato che quando non si rispettano i patti è giusto dimettersi e andarsene. Io sbagliai ad accettare una situazione. Se sei lì e non puoi far giocare i più bravi è giusto, per me, che l’allenatore se ne vada. A fine mercato ad agosto la Lazio era prima in classifica ma i fuori rosa rimasero tutti, ed era giusto reintegrarli. Io dovevo andare via nonostante quelle due prime vittorie. Ho sbagliato. Lì ci fu un errore dietro l’altro, i ragazzi avevano ragione a volermene. Zarate? È un giocatore di grande talento, purtroppo non si faceva voler bene dai compagni. Giocava per conto suo. Anche lì feci un errore a non punirlo tecnicamente non facendolo giocare. Lo misi sempre in campo e invece per capire alcune cose doveva rimanere in panchina. Purtroppo eravamo veramente corti, senza Pandev e Ledesma. Grande talento ma anche dopo la Lazio la sua carriera ha confermato difficoltà comportamentali nel trovare spazio nonostante le qualità”.

Sulla Lazio di Inzaghi: “La vedo competitiva. La differenza dovrà però affrontare anche l’Europa League, competizione che ti porta via energie mentale. Leiva e Nani sono due buoni giocatori ma l’anno scorso il campionato è stato ben fatto senza l’infrasettimanale. Quest’anno dovrai anche gestire l’impegno a metà settimana e dovrai essere ancora più bravo. La rosa mi sembra però adatta per affrontare i tre impegni. Peruzzi? Ci siamo incrociati e salutati. Angelo Peruzzi è un uomo di un’umiltà e intelligenza fuori dal comune. Mi piace la persona. Complimenti alla Lazio per averlo portato all’interno della società. Inzaghi? È un ragazzo intelligente che dovrà confermarsi negli anni. Già con queste prerogative è già molto avanti”.

Una battuta su due giocatori che ha allenato alla Lazio, Cruz e Muslera: “Julio aveva 34 anni quando arrivò alla Lazio, non aveva più le gambe. Magari averlo avuto prima sarebbe stato meglio. Andava avanti con la testa e con qualche colpo, ma era un calciatore che non aveva più forza. Muslerà? Già a quel tempo aveva qualità e personalità. Era un ragazzo di cui intravedevi una carriera più che importante”.

Inevitabile un pronostico sul campionato: “Juventus e Napoli sono probabilmente per struttura e qualità sono più avanti. Poi Inter e Milan. La Roma mi sembra comunque una squadra dai giocatori importanti. Poi c’è la Lazio. Queste sono le sei squadre più forti. La Lazio però purtroppo penso non possa arrivare al 4° posto in virtù dei tre impegni. La Lazio è molto vicina, ma non c’è ancora. Cosa manca? Mah, non lo so, la Lazio ha comunque vinto delle coppe, mentre la Roma no. Il Torino potrebbe essere la possibile sorpresa e potrebbero dar fastidio. La Fiorentina aveva una rosa importante. Ripartono quest’anno con giovani interessanti. Si vedrà nel tempo come riusciranno ad affrontare il campionato. Hanno perso tanto in qualità e personalità”.

Cittaceleste.it

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