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Chiesa: “Nazionale? Felice di essere un pilastro”

di redazionecittaceleste

ROMA – Questi alcuni estratti dell’intervista di Federico Chiesa per I Signori della Serie A”, programma di Sky Sport dedicato ai calciatori emergenti del nostro campionato.

RAPPORTO COL PADRE ENRICO

Sono legatissimo a mio padre perché ci tiene tanto. Tiene soprattutto al mio comportamento in campo, la parte tecnica la lascia all’allenatore e anche a me, perché io devo imparare dai miei errori. Però sul comportamento quante volte mi ha ripreso. L’educazione dei miei genitori è stata fondamentale. La stessa cosa mia madre e mio padre la stanno facendo adesso con il mio fratellino che gioca nei giovanissimi nazionali under 15 della Viola e quindi lo sto vedendo anche su di lui, di tenere sempre i piedi per terra, essere umili e lavorare tanto.

CARATTERISTICHE SIMILI

È genetica penso. È proprio una caratteristica di mio padre quella di buttarsi giù, di ingobbirsi un po’, l’ho presa da lui. Come giocatori, siamo completamente diversi. Io sono un giocatore di fascia, un esterno. Ho iniziato con Paulo Sousa con il 3-5-2, le mie prime partite in Serie A le ho fatte da 5° di destra. Quindi ho avuto un percorso diverso per arrivare in Serie A. Lui è una seconda punta. Tecnica, velocità, tiro in porta. Un giocatore completo. Ho guardato i suoi video e sono rimasto a bocca aperta perché era un campione assoluto.

GIOVANE FIORENTINA

I giocatori esperti li abbiamo, c’è Mirallas, Pezzella. Essere la squadra più giovane del campionato non è assolutamente un alibi. Quando non giochiamo bene, non è perché siamo giovani, ma perché non abbiamo dato abbastanza. Siamo giovani, forti, dinamici, abbiamo un gioco intenso e non dobbiamo far diventare l’età un alibi. E poi è bello essere in uno spogliatoio giovane perché ci capiamo subito, abbiamo gli stessi hobby, condividiamo le stesse cose, la pensiamo allo stesso modo.

FUTURO AZZURRO

Essere visto come un pilastro per me è un grande onore, è una grande emozione. Però io non la vedo così ancora. Sono giovane, devo imparare tanto e sono a disposizione di Mister Mancini. Poi sarà lui a fare le sue scelte. Adesso mi vedo solo come un giocatore giovane che ha ancora tanta strada davanti e deve pensare partita dopo partita. Gli elogi da parte della stampa mi fanno piacere, però è importante non stare troppo a pensarci.

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