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ESCLUSIVA Radiosei, Foschi: “Vicino alla Lazio in passato. Collaborare? Sicuramente!”

L'ex ds del Palermo ha parlato ai microfoni di Radiosei, ecco le sue dichiarazioni...

redazionecittaceleste

ROMA - "Vicino alla Lazio? Quando sono uscito da Palermo, che Sabatini prese il mio posto, Lotito mi voleva alla Lazio. Avevo però un po' paura di Lotito (ride ndr). L'ho tirata un po' per le lunghe, però  ad oggi penso che avrei fatto un grande salto di categoria. Era un momento particolare. Ho fatto un gran lavoro lì a Palermo, meglio di Verona. Tare deve ringraziare Foschi? Non lo so perchè magari avrei lavorato insieme a lui. Lui si è rivelato serio e competente e sarebbe stata forse la mia fortuna più che la sua. Quello che Tare ha fatto alla Lazio, va sottolineato. Con Zamparini non venivo da una vita facile, però con lui avevo una libertà d'azione importantissima. Con Lotito invece mi ero scontrato per qualche trattativa di mercato, per esempio nel caso di Makinwa. Io nel mio lavoro ho bisogno del mio spazio, con rispetto, ma essendo anche autonomi, invece Lotito lo vedevo come un comandante. Poi invece ho imparato a conoscerlo, e quindi ad oggi penso di aver perso un'opportunità importante. Direttore dell'area tecnica alla Lazio? Magari! Però come vi ho già detto tifo per Tare. Si può collaborare? Sicuramente!".

TARE RESTA ALLA LAZIO? - "Ci possono essere incomprensioni e alti e bassi, ma lui è uno che lì sta bene, e entrambi fanno fatica a lasciarsi. Quindi non penso che alla fine si divideranno. Lui è un professionista e faccio il tifo per lui. Lo stimo molto e gli auguro di rimanere lì per il bene della Lazio. È molto attento ai giovani della Serie B, ha un bel gruppo di lavoro che sanno fare molto bene, e all'estero è ancora più preparato".

INTRECCI DI MERCATO NEL PASSATO? - "Defrel l'ho venduto io al Sassuolo. Con la Lazio ne avevamo parlato, però in quel momento il Cesena chiedeva molto, e abbiamo raggiunto l'accordo col Sassuolo. Cavani l'ho preso dopo averlo visto nel Mondialito e l'ho portato al Palermo. Eravamo lì per Pato, ma scegliemmo lui. Strappato a Sabatini e alla Lazio? No, c'erano Real Madrid e Fiorentina, che però è arrivata tardi. Toni scelse il Palermo perchè voleva giocare con continuità. Veniva dal Brescia, non era facile portarlo via e non è costato poco e su di lui c'era anche la Lazio".

SITUAZIONE DEL CALCIO ITALIANO? - "Sta cambiando. La Roma è in mano agli americani, i cinesi hanno le milanesi. Il Palermo è una situazione particolare. È un calcio questo che non mi piace. I soldi bisogna saperli spendere. Non siamo stati bravi a gestire il capitale che avevamo in mano. Sono molto dispiaciuto, ma questa è la realtà. Mi sembra di essere all'estero ormai". Parlando d'altro, Luis Alberto vuole prendersi la Lazio: CONTINUA A LEGGERE

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