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Il Milan portafortuna a Parolo: “Magari mi riprendo l’Italia”

Il Milan portafortuna a Parolo: “Magari mi riprendo l’Italia”

“E’ giusto che Mancini sia ripartito dai giovani col nuovo ciclo. Il mio percorso l’ho fatto, non direi di no a un’altra occasione azzurra”. In fondo a 33 anni non è nemmeno nel mezzo del cammin della sua vita

di redazionecittaceleste

ROMA – Altro che Milinkovic e Luis Alberto, è Parolo il bomber del momento. Il serbo e lo spagnolo insieme hanno segnato tre reti, quanto tutte quelle di Marco negli ultimi tre match disputati.

Adesso sono già 5, fra campionato e coppe, i suoi gol nel tabellino, mai il centrocampista aveva accumulato un simile bottino. Il record con questa maglia risale al 2015, quando chiuse l’annata a quota 11 sul taccuino. In totale sono 33 i centri in biancoceleste, ne manca uno per raggiungere Stankovic. E dopo Spal, Marsiglia e Sassuolo, non ha alcuna intenzione di fermarsi, Parolo. La sosta è servita solo a ricaricare le pile, adesso arriva pure la sua preferita vittima sacrificale. Eccolo, il Milan, la squadra a cui il numero 16 biancoceleste ha segnato di più in carriera: “E pensare che da piccolo la mia fede era rossonera perché me l’aveva trasmessa mio nonno. E’ sempre stato bello giocare contro il Milan perché mi dava tanta voglia di far bene e forse questo mi ha portato fortuna. Per me adesso c’è solo la Lazio, ho dei bei ricordi e spero di poter replicare ancora sotto porta per portare a casa la vittoria”. Storica la sua doppietta del 24 gennaio 2015, quando nemmeno tre rigori non fischiati da Mazzoleni riuscirono a fermarlo. Parolo all’Olimpico insieme a Klose stese il Milan e pure, ironia del destino, Pippo. Il fratellone d’Inzaghi destinato poco tempo dopo all’esonero.

EMERGENZA

Nessun rancore di sangue per Simone. Anzi, Parolo era e rimane il suo più prezioso senatore. Il primo a invocare come quella sera l’aiuto del pubblico: “In quel mio primo anno qui indossammo la maglia bandiera e c’era una cornice fantastica, che ci permise di ribaltare il risultato sul 3 a 1. Una sinergia strepitosa tra tifosi e giocatori. Se ci sarà lo stesso Olimpico, ci darà un’ulteriore spinta. Dico ai tifosi che si divertiranno”. Al momento però solo poco più di 30mila hanno risposto che ci saranno. Nessuna ulteriore mano all’emergenza a centrocampo dove mancherà Leiva (al suo posto Badelj), per questo Parolo non pensa che la strada per la Lazio sia spianata dalle assenze del Milan: £Hanno giocatori importanti in panchina che vorranno dare ancora di più dei titolari. Tutti avranno una cattiveria in più trasmessa da Gattuso. Noi non dobbiamo cadere nel tranello di pensare di trovare una squadra remissiva£.

NAZIONALE

Proprio contro il Milan, il 10 settembre 2017, arrivò l’ultima vittoria contro una big all’Olimpico. Adesso è il momento di ritrovare il successo: “In queste grandi sfide è il dettaglio a fare la differenza e questo ci manca. In altre gare magari tralasciamo qualcosa e riusciamo comunque a vincere. Contro le grandi invece bisogna mantenere sempre le antenne dritte. Mi auguro che le batoste prese sinora ci siano servite per maturare perché dobbiamo tenerci stretto il quarto posto in classifica”. Nel suo cuore Parolo invece conserva il sogno di vestire per l’ultima volta la maglia dell’Italia: “E’ giusto che Mancini sia ripartito dai giovani col nuovo ciclo. Il mio percorso l’ho fatto, non direi di no a un’altra occasione azzurra”. In fondo a 33 anni non è nemmeno nel mezzo del cammin della sua vita.

Cittacelesste.it

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