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Derby, i laziali: “Come con Lulic al 71′”. I romanisti: “Non ci spaventa”

10 tifosi biancocelesti e 10 giallorossi hanno risposto a tre scomode domande...

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di Simone Cesarei

ROMA- Martedi sera andrà in scena il ritorno della semifinale di Coppa Italia, Roma-Lazio. Un derby che vale dunque l'accesso alla finale, molto più di una semplice partita. Difficile da spiegare a chi non lo vive in prima persona, difficile da credere per chi non è cresciuto in una città da sempre calcisticamente divisa, ma unita dalla stessa indomabile passione per la propria squadra. Per questo abbiamo chiesto a dieci laziali e dieci romanisti di rispondere a tre scomode domande sul derby di Roma, sulla squadra avversaria e sulla sfida di martedi sera.

1. Cos'è per te il derby?

I LAZIALI

G: "Il derby in una stagione è una cosa a sé, una partita a parte: la vedi e la vivi in maniera diversa. Non sono soltanto i 90 minuti di gioco, ma tutta la settimana precedente, fatta di battute, sfottò e un’ansia che comincia a salire sempre più. Il derby è un concentrato di sentimenti di vario genere, che spaziano dalla gioia di condividere un momento così importante con amici e parenti, alla ferma volontà di voler vincere a qualsiasi costo. Per chiunque non avesse la fortuna di viverlo in prima persona queste affermazioni potrebbero risultare esagerate e al limite dell’assurdo, ma a chi spetta il compito di stabilire cosa sia eccessivo e cosa no? La vita stessa può essere paragonata ad un derby, dove sta a te decidere se prenderla di petto riversandovi ogni emozione o tirartene fuori solo per non provare l’eventuale sapore amaro della sconfitta".

S: "Per me il derby è Lulic al 71’, è Behrami al 92’, è Klose al 93’. Il derby sono le curve unite, i fumogeni, le bandiere, l’ansia, le sciarpe, il parcheggio che non si trova. Il derby è il cuore in gola quando sali le scale della curva e intravedi il verde prato dell’Olimpico, come quando a scuola ti riportano il compito in classe, e probabilmente hai preso 4 ancora una volta".

L: "Il derby è la partita più importante dell’anno: la partita di cui vai a controllare la data appena esce il calendario e che pur di vincerla saresti disposto a tutto".

A: "Per me il derby è qualcosa che va oltre qualsiasi altra partita. Non esiste nient’altro durante la settimana precedente e nemmeno in quella successiva: è un momento in cui i tuoi migliori amici possono trasformarsi in nemici e in cui non si parla d’altro. Durante quei 90 minuti non faccio altro che chiedermi: “ma chi me l’ha fatto fare di essere tifoso? Morirò di infarto a 50 anni…”

I ROMANISTI

L: " Anche se non sento la rivalità cittadina in maniera eccessivamente viscerale e non provo sentimenti di odio verso la Lazio non potrò mai dire che il derby è una partita come le altre. Per il semplice fatto che sono un tifoso e vivere l'atmosfera che caratterizza questa partita costituisce una delle emozioni più potenti e genuine che può dare questo sport. Se la Roma vince mi crogiolo più del solito nella vittoria, se perde mi rode ancora di più. Tuttavia farne una ragione di vita o di morte è a mio parere deleterio, un retaggio di quando vincere questa partita costituiva l'apice del prestigio raggiungibile dalle due squadre".

C: "Il derby è sempre una partita importante, ma a Roma è molto di più. Qui il derby viene vissuto da settimane prima del match a settimane dopo la sua conclusione. Può far tornare il sorriso in una stagione non strepitosa ma anche bruciare quando la squadra ha comunque ottenuto ottimi risultati. È ciò di cui si parla nei bar, nelle scuole, a lavoro in pausa pranzo e che permette a una "fazione" di poter vantare il proprio orgoglio sull'altra con sfottò e quant' altro. È una sensazione indescrivibile per chi non la vive".

L: "Il derby e il clima che si crea intorno ad esso è un po' il simbolo della rivalitá che c'è fra Roma e Lazio: due mondi ai poli opposti che si assomigliano moltissimo per attaccamento, passione e modalitá di vivere questi eventi. Penso che proprio in questo risieda la grande intensità e la grande forza di questo scontro".

L: "Il derby è un momento importante per ciò che rappresenta in una città come Roma. Diventa un evento in grado di determinare umori e malumori, un vero e proprio spartiacque di emozioni"

2. Cosa pensi della Roma/Lazio?

I LAZIALI

A: "Pensare alla Roma per me significa vedere ciò che nella vita è più lontano da me e da come sono fatto. Ciò che è giusto contro ciò che è sbagliato. Questa mia visione non si ferma però solamente al mero ambito calcistico: tifare Roma, sostenendo i suoi ideali, rappresenta un modo di fare che è molto lontano dalla mia vita quotidiana".

L: "La seconda squadra della Capitale è il nemico per eccellenza, la presunzione fatta squadra di calcio, considerata invincibile dai suoi fedeli e tristi tifosi. L’odio che noi laziali proviamo verso di loro è ovviamente di carattere calcistico, niente di più: fuori dal campo siamo tutti amici e fratelli. Parlando in maniera oggettiva è però necessario fare un plauso alla società giallorossa, che ha dimostrato di essere molto più seria della nostra, per l’imminente costruzione dello stadio e per i risultati ottenuti finora".

F: "La Roma è sicuramente una squadra tosta, molto pompata dai media, ma che rimane comunque la seconda forza del campionato. Nonostante abbia una rosa molto ben attrezzata con individualità importanti, è una squadra che si innervosisce molto facilmente e sbaglia tanto proprio quando c’è da fare risultato, ma d’altra parte si esalta quando ha fiducia in se stessa".

I ROMANISTI

M: "Ho molti amici laziali e, a differenza di altri, non vedo la Lazio come il male assoluto. Tuttavia ringraziando il cielo sono nato romanista e mi dispiace tanto per i miei amici".

G: "Da romanista è difficile parlare bene della Lazio, ma cercando di rimanere oggettivi non si può parlare male di questa squadra. A inizio stagione sembrava un'annata che prevedesse innumerevoli sfottò ai danni dei cugini, se cosi non è stato penso sia soprattutto merito di mister Inzaghi. Detto questo, nonostante il vantaggio dell'andata, la Lazio non mi spaventa e rimane meno forte della Roma. Per cui speriamo vinca il più forte".

R: "Domanda difficile, perche qualche anno fa la reputavo una squadra competitiva, chiaramente odiata da tifoso quale sono, ma pur sempre competitiva. Negli ultimi anni, grazie anche a quel grande romanista del loro presidente, sta diventando solo una squadretta con pochi obiettivi e molte chiacchiere".

3. Cosa significherebbe per te e per la tua tifoseria il passaggio del turno ai danni dei rivali?

I LAZIALI

F: "Il passaggio del turno lo vedo non soltanto come una goduria nei loro confronti, ma anche per un’eventuale finale che potrebbe regalarci una Coppa che sarebbe la ciliegina su una stagione molto positiva. Sarebbe bello alzare il trofeo e urlare ancora una volta ai nostri odiati cugini: “Zero tituliiii”".

L: "Andare in finale, sapendo di aver battuto i rivali di sempre, sarebbe una gioia doppia. Non si avrebbe soltanto la possibilità di alzare un trofeo, ma soprattutto ogni squadra italiana si renderebbe conto della forza di questa Lazio. La squadra è giovane e, con investimenti da parte della società, potrebbe aprire un ciclo vincente".

G: "Martedi è una missione, sarà una battaglia. Partiamo da un ottimo vantaggio, ma a parlare sarà solo e soltanto il campo. Passare il turno per me sarebbe un altro 26 maggio, mandarli a casa per l’ennesima volta sarebbe una soddisfazione senza eguali, un apoteosi".

D: "Passare il turno sarebbe un altro bello smacco rifilato a "gli altri" dopo quello di 4 anni fa... anche se, nel caso dovesse passare la Juventus, la nostra bestia nera, sarà durissima arrivare fino alla vittoria".

I ROMANISTI

J: "Credo che significherebbe molto per entrambi. La mia percezione e credo quella di tutta la tifoseria, è che senza riuscire a passare il turno questa stagione si trasformerebbe inesorabilmente in un fallimento. Siamo già usciti dall’Europa League e la Juventus è veramente lontana. Non passare sarebbe grave, sia considerata la qualità della rosa della Roma, sia per le aspettative che si erano giustamente create tra gennaio e febbraio. Certo, rimontare due gol in un derby è dura, ma è doveroso provarci e mettercela tutta. Sono convinto che se la squadra giocherà la partita con l’atteggiamento giusto, verrà aiutata anche da un pizzico di fortuna".

C: "il passaggio del turno, per quanto secondo me sia più difficile dell'impresa Lione, significherebbe moltissimo. In primis perché il numero di titoli cui possiamo aspirare in questa parte della stagione è drasticamente diminuito, ma non va sottovalutato che un eventuale passaggio del turno grazie ad una vittoria netta sui cugini, potrebbe bruciare a tale punto da poter alleviare quel che ancora rimane sulla nostra pelle del 26 maggio".

G: "Essere usciti dall' Europa League ed aver perso il treno scudetto, esclusi miracoli sportivi, carica questa sfida ancor di più. Mister Spalletti parla di vincere trofei. Bene, in questa stagione è rimasta "soltanto" la Coppa Italia, quindi diventa determinante passare il turno. Farlo ai danni della Lazio lo renderebbe fantastico".

L: "Passare significherebbe dare un'importante prova di maturità, che si cerca (senza trovare) da tanto tempo: saper reagire alle sconfitte in modo positivo uscendone più forti e cinici di prima. Mi interessa vincere più da questo punto di vista che vendicare in parte (anche se questo sentimento è comunque una componente importante di questa partita) la disfatta del 26 maggio".

Sono molti dunque i sentimenti che animano, da una parte e dall'altra questa sfida. Due tifoserie cosi diverse, ma accumunate dalla stessa, inarrestabile passione per la propria squadra e per questo sport magnifico che è il calcio. Martedi sera si tornerà dopo lungo tempo ad assistere a un derby senza quelle barriere che tanto avevano fatto discutere i tifosi e la stracittadina romana si giocherà in una cornice di pubblico che da tempo non si vedeva all'Olimpico. Al termine della partita qualcuno passerà il turno, qualcun altro si dispererà, ma riguardando gli spalti gremiti e ripensando alle emozioni provate in quella serata di aprile il pensiero di ogni tifoso sarà: "quanto è bello questo sport".

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