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Le voci, Petrelli: “Immobile mi ricorda Chinaglia, è un leader come lo era Giorgio”

ROMA – Sergio Petrelli, ex difensore biancoceleste, campione d’Italia nel 1974, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM: “Il ricordo della Lazio è grande, ma tutte le cose passano. Sono rimasto attaccato a questi...

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ROMA - Sergio Petrelli, ex difensore biancoceleste, campione d’Italia nel 1974, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM: “Il ricordo della Lazio è grande, ma tutte le cose passano. Sono rimasto attaccato a questi colori: non avevo mai vinto nulla di importante e farlo con una squadra che non era favorita è stata un’autentica impresa. Per vincere quel Tricolore abbiamo dovuto battere tutto e tutti. Già nella stagione precedente c’erano state molte polemiche; dodici mesi dopo avevamo rimesso poi tutto a posto. La mia immagine di Lazio è in Lazio-Foggia; ho toccato l’ultimo pallone della partita poi da lì è arrivato il triplice fischio dell’arbitro e la successiva invasione di campo. Non sapevamo dove scappare, nel marasma persi anche uno scarpino: mi auguro che ora sia in una teca. Ci sono molte analogie tra la Banda Maestrelli e la squadra di allora. Mister Inzaghi è entrato nel cuore dei suo calciatori, ai gol tutti corrono ad abbracciarlo e non è facile avere un’ascendente simile sui giocatori. La Lazio sta facendo grandi cose, il tecnico è il motore trainante di questo spogliatoio; ha molte analogie con Maestrelli. L’allenatore piacentino ha già battuto due volte la Juventus, è qualcosa di grande. Non ci sono giocatori messi in disparte, abbandonati a loro stessi. Tutti sono parte integrante della rosa, non a caso capitata raramente di vedere sostituzioni a tre minuti dalla fine. Inzaghi infatti effettua i cambi quando servono e tutti i calciatori non si tirano mai indietro. Nani è un grande giocatore. Sa benissimo che il tecnico conta molto su di lui; con il passare del tempo vedrà il campo con maggiore continuità. È ancora giovane, alla Lazio servirà sicuramente la sua esperienza. Immobile è in testa alla classifica cannonieri, ora avrà una spinta ulteriori, dai compagni, dalla Società e dai tifosi a fare ancora di più. Mi ricorda Chinaglia, che si trascinava la squadra sulle spalle e la portava alla vittoria. Immobile mi ricorda Giorgio: è un leader. La Lazio ora non deve porsi limiti, ha tutte le potenzialità per chiudere il campionato tra le prime quattro posizioni. Complimenti al DS Tare, che ha saputo pescare calciatori in grado di mettere in campo sempre grande impegno”. Nel frattempo Malagò ha augurato alla Lazio vita eterna: CONTINUA A LEGGERE

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