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Lotito: “Milinkovic? Non so quanto vale, ma ho rifiutato 110 milioni. E’ un campione, come Anderson”

Lotito: “Milinkovic? Non so quanto vale, ma ho rifiutato 110 milioni. E’ un campione, come Anderson”

Pubblicato il 29 maggio alle 19:14

di redazionecittaceleste

ROMA – Al termine dell’evento, Lotito è intervenuto anche ai microfoni dei cronisti presenti: “Le parole di de Vrij? Non ne so nulla. Io dei problemi tecnici non so nulla. La società è composta da direttore sportivo, presidente ed allenatore. Io sorpreso? Io ascolto, leggo e molto spesso sorrido. Per Milinkovic non è un problema di prezzo, sta bene alla Lazio. I giocatori si dividono in quattro categorie: normali, buoni, ottimi e campioni. Milinkovic-Savic appartiene alla categoria dei campioni. Felipe Anderson? Anche lui è un campione”.

 

Queste le dichiarazioni del presidente della Lazio Claudio Lotito direttamente da Soriano del Cimino, dove è stato insignito del premio Pietro Calabrese: “La mia presenza qui è legata a un rapporto di amicizia con Agnocchetti. Quando sono arrivato era stato messo da parte e gli ho ridato il ruolo che gli spettava. La situazione della Lazio era molto grave e Antonio mi stava sempre vicino. Oggi abbiamo una società solida che può vedere il futuro con grande fiducia. L’aspetto sportivo è legato a fattori imponderabili, anche se ci siamo levati qualche soddisfazione. Quando sono entrato c’era l’assioma del più spendi e più vinci, io l’ho ribaltato. Comunque credo che la cosa più importante sia stata quella di aver riportato 70.000 persone allo stadio. La Lazio ha recuperato la sua gente”.

 

SUL RUOLO DEL PRESIDENTE E MILINKOVIC

Sergej Milinkovic-Savic, centrocampista della Lazio

“È una posizione delicata. I presidenti coltivano sentimenti e passioni comuni che hanno l’obbligo di conservare e tramandare. Dobbiamo rappresentare, tramite i campioni che scendono in campo, un modello dei valori dello sport, il merito che è venuto meno soprattutto in Italia. Tutti possono fare tutto, dal Presidente della Repubblica all’allenatore della nazionale. In questo mondo si è perso l’aspetto deontologico. C’era un vaglio prima su quello che veniva proposto, oggi chiunque può scrivere. A Viterbo una volta sono andato a fare un convegno sul sistema duale, a un certo punto mi telefonano dicendo che c’era stata una forte contestazione. L’ansa veniva da un corrispondente locale che non era presente ma aveva saputo la cosa da chi ci stava. Sono tre anni che non parlo e spesso leggo cose assurde, forse sono ingombrante e do fastidio. Nella vita c’è chi fa il protagonista e chi la comparsa, è un problema di DNA. Io mi auguro che la Lazio sia ricordata bene, abbiamo vinto qualche trofeo. Coniugare il risultato sul campo con quello economico è molto importante. In passato non bussavano le altre squadre, oggi devono chiedere permesso. Milinkovic? Ho rifiutato 110 milioni il 29 di agosto, non lo so quanto vale”.

 

SULLA CHAMPIONS

“Non mi piace fare dietrologie, abbiamo perso, poi recriminare se è giusto o meno è inutile. Ho visto la finale di Champions e il portiere ha fatto interventi da evitare. La Lazio poteva avere posizioni di classifica diverse, è stato riconosciuto da tutti. Io ho portato il Var e la gol line technology. Stiamo cercando di migliorare questo sport perché il principio fondamentale è che deve vincere il merito, nel calcio non si può fingere. I fatti stanno sotto gli occhi di tutti, come i bilanci che sono pubblici”.

 

DE VRIJ-INTER

Lazio-Inter, lacrime di De Vrij

“L’unico problema con l’Inter è quanto fatto a ridosso della partita contro di noi. Sapevamo che de Vrij aveva un accordo con l’Inter, ma abbiamo avuto fiducia nella serietà del giocatore decidendo di mandarlo in campo, e fatalità quel giocatore ha fatto degli errori. Le scelte le abbiamo fatte noi, Inzaghi e io. L’Inter avrebbe dovuto evitare di mettere in difficoltà le persone. Se il contratto ce l’hai da gennaio perché dici di averlo depositato a pochi giorni dalla partita?”.

 

 

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