PASSATO ROVENTE – Ballardini: “Lazio? Avevo 15 giocatori fuori rosa…”

La Juventus ha società, mentalità e abitudine alla vittoria. Ogni giorno i giocatori della Juve sanno che devono allenarsi per vincere il campionato. L’obiettivo è chiaro. Questa è la differenza tra la Juventus e Roma e Napoli che non sono così mentalmente allenate a raggiungere la vittoria”. Così a TuttoMercatoWeb.com…

di redazionecittaceleste

La Juventus ha società, mentalità e abitudine alla vittoria. Ogni giorno i giocatori della Juve sanno che devono allenarsi per vincere il campionato. L’obiettivo è chiaro. Questa è la differenza tra la Juventus e Roma e Napoli che non sono così mentalmente allenate a raggiungere la vittoria”. Così a TuttoMercatoWeb.com Davide Ballardini fotografa la lotta scudetto.

Chi ha agito meglio sul mercato?
“Il Napoli”.

E il Milan?
“Non è ben chiaro cosa voglia ottenere…”.

Si spieghi meglio.
“Ha ottimi giocatori e ne ha presi di bravissimi: Antonelli lo conosco, è straordinario come calciatore e come uomo. Destro l’ho avuto, ha qualità straordinarie. Cerci lo conosciamo tutti. Ma per formare una squadra e avere un gioco tutto questo non basta: ci vuole un’idea chiara per fare il proprio gioco. E il Milan ancora questo deve dimostrarlo”.

Intanto il Cesena naviga brutte acque. Ha avuto ragione a non aver accettato…
“Non me la sono sentita di andare al Cesena, anche se sono convinto che la squadra possa giocarsela fino in fondo. Abito a Cesena, mia madre è seppellita a Cesena e mia nonna vive a Cesena. Sono legato in modo particolare. Sono convinto che la squadra se la giocherà sino alla fine. Al Cesena ho detto no due volte a stagione iniziata: quest’anno e quando c’era Campedelli. Se mi avessero chiamato per iniziare la stagione sarebbe stato diverso”.

Di lei dicono: bravo a prendere le squadre in corsa, un po’ meno partendo dall’inizio.
“Alla Lazio c’erano quindici giocatori fuori. Penso a Ledesma, Pandev e De Silvestri. Ho sempre programmato il mio lavoro, ho fatto quindici anni di settore giovanile. Penso di essere il contrario dell’allenatore capace di subentrare in corsa. Ho le caratteristiche per iniziare un lavoro dall’inizio. Ma la capacità del proprio mestiere è anche quella di adattarsi alle occasioni che si trovano davanti. Ma la mia forza è sempre stata quella di programmare il lavoro e far crescere i giocatori”.

Il suo ex Parma rischia di scomparire.
“Se chi ha gestito il Parma ha sbagliato è giusto che paghino le persone che hanno gestito così male la società. Ma se hanno sbagliato devono pagare. Dispiace che le persone perbene affezionate al Parma sono quelle che soffriranno di più. Vedere la squadra così, fa sanguinare il cuore…”.

È stato vicino alla panchina gialloblù?
“Mai”.

Pronto a ricominciare?
“Non vedo l’ora di tornare. La mia vita è il campo, il lavoro. La mia speranza è quella di tornare al più presto a lavorare”.

(Tuttomercatoweb.com)

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