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Tare: “Favorevole al Var, ma che sia uguale per tutti…”

Calciomercato Lazio, Tare pensa al colpo grosso

Queste le parole del diesse biancoceleste che torna sull'accaduto di domenica

redazionecittaceleste

ROMA - La rabbia il giorno dopo non si placa. Quel rigore fischiato dall’arbitro Massa nel recupero della sfida contro la Fiorentina non va giù alla Lazio e a Igli Tare. Il club si sente penalizzato e twitta: «Regole del protocollo Var: Esperimenti live con video assistenza per errori evidenti in situazioni che cambiano una partita. Correggere un chiaro errore, non cercare di individuare la miglior decisione. Minima interferenza, massimo beneficio. Controllo silenzioso. Cos’altro?». «Vogliamo essere padroni del nostro destino» ribadisce, invece, con forza al telefono a IlMessaggero il ds che domenica al fischio finale si è fiondato in campo per parlare con l’arbitro. «Volevo avere un chiarimento. Perché ha fischiato quel rigore e quello su Parolo no?».

Dal labiale si legge benissimo che stava chiedendo cosa avesse visto.

«Sì, perché non riesco a capire e non lo capisco nemmeno a 24 ore di distanza, cosa abbia fischiato. Cosa abbia visto per decidere di assegnare il rigore».

Massa le ha dato qualche spiegazione?

«No, è rimasto in silenzio ed è andato negli spogliatoi. Non aveva nulla da rispondere».

Insomma il rigore non c’era.

«Ho visto l’immagine da diverse angolazioni e si vede benissimo che Caicedo calcia il pallone e non c’è fallo su Pezzella».

Lo stesso che pochi istanti dopo fa una rovesciata.

«Esattamente. Se Caicedo lo avesse colpito sul polpaccio sarebbe rimasto a terra e non avrebbe avuto modo di fare quel gesto tecnico poco dopo».

E con Fabbri che era al Var ha avuto un chiarimento?

«No, con lui non ho avuto modo di parlare».

Eppure Massa all’inizio non aveva dato il rigore.

«Aveva valutato che non ci fosse fallo. Se si riguardano le immagini l’arbitro era in ottima posizione e non poteva non vedere bene. E’ tornato indietro su una sua decisione giusta».

Insomma il Var va tolto?

«No, assolutamente. Io sono favorevole all’uso della tecnologia ma non va bene l’interpretazione della Var. O si usa sempre o non si usa mai. Così non c’è uniformità nell’utilizzo. Nel primo tempo c’è un rigore solare su Parolo e lì Massa non ha nemmeno considerato l’utilizzo delle immagini. Perché? Eppure il contatto c’è. Anche nel derby Rocchi ha dato rigore su Kolarov senza guardare il Var e non c’è contatto con Bastos».

E adesso? La Lazio farà qualche protesta?

«E che protesta possiamo fare? Il regolamento della Var è preciso: deve intervenire in situazioni di chiaro errore. Nell’occasione del rigore della Fiorentina non c’è nulla di chiaro».

Resta la rabbia.

«Sì, perché vogliamo essere noi padroni del nostro destino. La tecnologia deve essere un aiuto e gli arbitri non possono tornare ad essere “protagonisti”».

Lei è sceso in campo contravvenendo alle regole e adesso rischia una squalifica.

«Non m’importa, in quel momento ho solo pensato a difendere la Lazio».

Un gesto che è piaciuto molto ai tifosi che l’hanno ringraziata.

«Mi fa piacere e sono felice di questo».

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