Era tutto fatto per l’addio di Novaretti. Ma poi…

ROMA – La valigia era pronta, l’ha svuotata dopo Milan-Lazio di Coppa Italia. La valigia l’aveva preparata con cura perché la sua cessione era nell’aria. Diego Novaretti aveva detto sì all’Olympiacos, aveva scelto la Grecia per rilanciarsi. L’operazione era ad un passo dalla chiusura, è saltata. Novaretti, dopo l’exploit di…

di redazionecittaceleste

ROMA – La valigia era pronta, l’ha svuotata dopo Milan-Lazio di Coppa Italia. La valigia l’aveva preparata con cura perché la sua cessione era nell’aria. Diego Novaretti aveva detto sì all’Olympiacos, aveva scelto la Grecia per rilanciarsi. L’operazione era ad un passo dalla chiusura, è saltata. Novaretti, dopo l’exploit di S.Siro, è stato bloccato dalla Lazio. Forza fisica e mentale, marcatura, interventi precisi, anticipo e impostazione, salvataggi: è stato Novaretti, nel secondo tempo, a fermare il Diavolo rossonero. Pioli l’ha sganciato dopo l’intervallo, l’ha fatto entrare al posto di Cataldi. Novaretti, con la valigia pronta, giocò la miglior partita da laziale, non sbagliò un pallone, un intervento. La Lazio la riconquistò in quella notte inattesa, in una partita che inizialmente non l’aveva eletto protagonista. Novaretti s’è preso una bella rivincita e ora scalpita, aspetta una chance in campionato. Non è arrivata a Cesena, la meritava dopo il match di Milano. Pioli ha scelto di nuovo Mauricio e Cana. Novaretti ha dimostrato di essere in forma, è cresciuto, va riprovato in serie A. L’emergenza centrali sembra finita: De Vrij lotta contro la fascite plantare, Mauricio è appena arrivato, Cana incappa spesso nelle squalifiche, Ciani rientrerà a marzo, Radu serve da terzino sinistro perché Braafheid non è ancora pronto.

 

L’atteggiamento. Novaretti ha strappato una nuova conferma, varrà almeno sino a giugno. Non ha mai trovato continuità, forse è questo che gli è mancato. Non è facile giocare col contagocce, non è facile cancellare qualche errore se non hai lo spazio necessario. Novaretti è arrivato l’anno scorso, mise piede a Roma in una stagione disgraziata. E’ stata penalizzante per tutti, lo è stata anche per un talento come Felipe Anderson. Novaretti ha rafforzato il carattere così come ha fatto il brasiliano. Le prime critiche lo ferirono, condizionarono la sua prima annata italiana. Guardando il suo fisico non si direbbe, ma ha un carattere un po’ chiuso ed è abbastanza timido. Dall’anno scorso ad oggi è cambiato tanto, l’ha detto l’argentino dopo il match di S.Siro: «Da quando sono arrivato ci sono tante cose che sono cambiate, l’ambientamento procede bene, comincio a capire meglio il calcio italiano. Questa partita è una risposta per me, non per la società. Il segreto è Pioli, sta facendo grandi cose per noi». Le parole di Novaretti colpirono la società, la decisione di confermarlo, di toglierlo dal mercato, fu istantanea. E’ partito in salita, ha sofferto l’impatto col calcio italiano, ha sofferto anche per un infortunio l’anno scorso e quest’anno non gli ha dato tregua un ginocchio (ha rischiato l’intervento chirurgico). Gli è successo di tutto, ma non s’è arreso, ha trovato la forza necessaria dentro se stesso. Fisicaccio, esperienza, grinta argentina: sembrava l’acquisto più sicuro nell’estate 2013, il più adattabile, il più pronto. Non fu così. A distanza di un anno e mezzo El Flaco può farsi largo, vuole dimostrare il suo valore. E’ fatto di pasta dura, a 12 anni consegnò una lettera alla madre, c’era scritto il futuro: «Scrissi che avrei giocato a pallone, che sarei arrivato nella massima divisione e in Nazionale, che avrei giocato in un campionato importante come quello messicano e che sarei andato in Europa. Molte cose si sono verificate, le ho realizzate attraverso il sacrificio, il sudore, le sofferenze». Non ha mai smesso di sudare e soffrire, vuole ricominciare a sognare.  (Corriere dello Sport)

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