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Keita, una linguaccia al futuro: “E meno male che non era decisivo dall’inizio…”

13 gol, triplicato il bottino delle ultime stagioni. Il Milan spera che non arrivi alcun rinnovo con la Lazio

redazionecittaceleste

ROMA - Esulta come se non ci fosse un domani, esulta contro tutti e tutto. Keita a faccia all’insù contro la Monte Mario, contro la stampa o la società? Chissà, conta nulla oggi. Contano cinque reti in due partite. Conta che l’ultima volta che un bianoceleste segnò una doppietta nel derby era il 1998 e il giocatore in questione addirittura Roberto Mancini. Destro-sinistro-destro, Balde Diao e una prestazione pressoché perfetta per uccidere la Roma. 35 palloni toccati, 90,5% di accuratezza nei passaggi e velocità della luce (32 km/h), 5 tiri verso la porta, due nello specchio e sono due gol. Linguaccia ai critici, forse spiega dall’agente Calenda, che fa ancora polemica: «Chiuso per inventario. Finiti gli aggettivi per un giocatore spaziale. Ah dimenticavo: non è decisivo quando parte titolare», cinguetta baldanzoso.

"BOTTINO - Rete numero 13 in questo campionato, tre in più rispetto al totale segnato nei primi tre campionati con la maglia della Lazio (5 nel 2013-14, 1 l’anno successivo e 4 nella scorsa stagione). Non è un caso che Inzaghi abbia fatto di tutto per trattenerlo questa estate e per farlo riaccettare dallo spogliatoio dopo le bizze per il contratto: “Questa è la mia maglia”, avrebbe sussurrato il senegalese sotto la Nord. Adesso la Lazio accelererà per provare a trattenerlo? Ed eventualmente Keita accetterà al massimo 1,5 milioni a stagione? A Milano hanno visto anche il derby, oltre ad aver sentito Calenda: CONTINUA A LEGGERE

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