UFFICIALE – Via Petko. “Ma io non resto a guardare”

AGGIORNAMENTO ORE 10.00 (5/1) – Petkovic-Lazio, o meglio, Petkovic-Lotito: sarà battaglia in tribunale. L’allenatore della nazionale elvetica trascinerà la società biancoceleste davanti ad un giudice, non senza qualche dispiacere. “Sono rammaricato, mi dispiace – le sue parole riportate da blick.ch – ma io non posso starmene qui a guardare mentre…

di redazionecittaceleste

AGGIORNAMENTO ORE 10.00 (5/1) – Petkovic-Lazio, o meglio, Petkovic-Lotito: sarà battaglia in tribunale. L’allenatore della nazionale elvetica trascinerà la società biancoceleste davanti ad un giudice, non senza qualche dispiacere. “Sono rammaricato, mi dispiace – le sue parole riportate da blick.ch – ma io non posso starmene qui a guardare mentre la mia immagine viene danneggiata“. E’ solo il primo capitolo, dell’ennesima (estenuante) vicenda in stile Lotito.

AGGIORNAMENTO 15:47 Ecco le parole dell’avvocato Gian Michele Gentile ai microfoni di SkySport: “Ognuno è padrone di sostenere le proprie tesi. La Lazio ha adottato il provvedimento sulla base delle norme che sono in vigore in materia di lavoro. E’ stata fatta una contestazione di alcuni fatti specifici che riguardavano le eventuali responsabilità del tecnico e dei suoi collaboratori. A loro, è stato dato un termine per rispondere e hanno contestato e negato questi fatti. Hanno chiesto di essere sentiti e nella giornata di ieri hanno esposto le loro ragioni. La società questa mattina, con gli elementi a suo possesso e le loro giustificazioni, ha adottato il provvedimento. Le loro giustificazioni non sono state giudicate sufficienti. Ci sono degli aspetti di normative federali – precisa Gentile – che riguardano le possibilità per i tecnici di stipulare contratti con altri club in pendenza di rapporti di lavoro. Che poi si dica che ci sia differenza tra un club o una squadra nazionale, è tutto molto opinabile. Petkovic è stato licenziato perchè ha negato l’esistenza delle trattative con la federazione svizzera. Questo, ha violato il principio della fiducia che deve esistere la tra la società e il dipendente. Parliamo alla fine dei conti di una doppia violazione: una di carattere federale e una di carattere lavoristico. Finiremo in tribunale? Spero di no e mi auguro che si agisca con il buon senso.  La Lazio ha necessità di andare avanti nel rispetto dei tifosi”.

AGGIORNAMENTO ORE 14.50 – “Consideriamo il licenziamento ingiusto e illegittimo perché non è stata mai violata alcuna regola e non è un caso che nella lettera di contestazione non viene citata la norma violata. Il mister è profondamente amareggiato da quanto successo, aveva un progetto che voleva portare a buon fine. Augura alla squadra e ai tifosi un eccellente finale di campionato e di tornare a vincere a partire dal match con l’Inter”. Così l’avvocato Paco D’Onofrio, legale di Vladimir Petkovic commenta all’Ansa il licenziamento del tecnico della Lazio per giusta causa.

AGGIORNAMENTO ORE 14.00 – “È tutto a posto e Reja sarà regolarmente in panchina contro l’Inter. Stamattina abbiamo comunicato alla FIGC la risoluzione del rapporto con Petkovic e la conseguente assunzione di Reja, alla quale il Settore Tecnico ha dato immediatamente l’ok. Futura battaglia legale con Petko? Chi non è soddisfatto agirà di conseguenza”. Queste, le parole dell’avvocato della Lazio Gentile, riportate da Repubblica.it. Il club biancoceleste aveva offerto a Petkovic circa 100mila euro.

ORE 13.09 – UFFICIALELa S.S.Lazio s.p.a. attraverso il proprio sito web ufficiale comunica di avere risolto per giusta causa il contratto di lavoro sportivo con i sigg.ri Vladimir Petkovic, Antonio Manicone e Paolo Rongoni, a conclusione di un procedimento disciplinare promosso con regolare contestazione di addebiti e giustificazioni presentate dagli interessati. I fatti accaduti hanno determinato la cessazione del vincolo fiduciario che costituisce elemento essenziale del rapporto di lavoro. La società comunica di avere incaricato della conduzione della squadra il sig. Edoardo Reja, il quale si avvarrà della collaborazione dei sigg. Alberto Bollini e Adriano Bianchini”.

AGGIORNAMENTO ORE 12.00 – Per l’ora di pranzo – intorno alle ore 13.00 – potrebbe essere diramato un comunicato utile a chiarire la vicenda Petkovic-Lazio. Si tratta di indiscrezioni, non confermate dalla società.

AGGIORNAMENTO ORE 11.00 – Si e’ aperta la porta di Villa San Sebastiano dove è entrata e uscita pochi minuti fa una vettura dei carabinieri. Poi un uomo (potrebbe trattarsi di uno dei legali) arriva in mini, citifona, entra ed esce rapidamente dall’abitazione. (Foto e Video in basso)

AGGIORNAMENTO ORE 8.00 (4/1) – Niente da fare per la Lazio e per Petkovic: ieri non è stato trovato nessun accordo fra le parti per un divorzio consensuale. Altri colloqui sono attesi per oggi. Si cerca l’intesa per poi tesserare Reja: lunedì c’è l’Inter, è corsa contro il tempo Intanto, emergono particolari riguardo quanto accaduto ieri fra Villa S.Sebastiano e le linee telefoniche bollenti che arrivavano fino a Cortina. Secondo quanto riportato da Il Messaggero Lotito proponeva dalla montagna una cifra “ridicola” per chiudere a tarallucci e vino questa storia. Quasi un pacco provocatorio per Petkovic e i suoi “scagnozzi” che però, non è stato aperto.


VILLA S.SEBASTIANO (4 GENNAIO) di cittaceleste

 

AGGIORNAMENTO ORE 19.00 – Nessun accordo sulle modalità di “addio” di Petkovic alla Lazio nè sulla cifra di buonuscita, dunque. L’idea – da entrambi le parti – è al momento quella di prendersi qualche ora di riflessione per poi tentare un nuovo incontro o, in alternativa dei nuovi contatti telefonici per cercare di limare le distanze fra le parti (ballano circa 900mila euro lordi) prima di affidarsi alle vie legali. La notizia certa, lo ribadiamo, è comunque la fumata nera che al momento ricopre di nuove nubi questa spinosa vicenda. Domani mattina potrebbero esserci nuovi sviluppi.

AGGIORNAMENTO ORE 18.38 – La Lazio, non parla. “Non abbiamo trovato nessun accordo. Non ci aspettate all’uscita della Villa perchè non rilasceremo dichiarazioni“. Con queste parole l’avvocato della Lazio Gentile fa sapere che non rilascerà nessuna comunicazione in merito alla vicenda Petkovic-Lazio. Inoltre, pare che i legali di entrambi le parti, si siano messi d’accordo nella decisione di comunicare con la stampa solamente attraverso note ufficiali.

AGGIORNAMENTO ORE 18.30 – Incontro fra i legali delle due parti terminato, dopo 3 ore e mezza. Schizza via Petkovic, con Manicone, da Villa S.Sebastiano. Scuro in volto, vola via dalla residenza del presidente biancoceleste alla guida della sua auto.


PETKOVIC SFRECCIA VIA di cittaceleste

AGGIORNAMENTO ORE 17.30 – Vlado è a casa di Lotito, senza Lotito. Accompagnato dall’avvocato Paco D’Onofrio, il vice Antonio Manicone ha un suo legale. C’è stato un vertice in mattinata – scrive ilmessaggero.it – fra i due tecnici a Roma (sono entrambi qui dal 30 dicembre) anche per studiare le prossime mosse. Dipenderà da come si comporterà la Lazio in sede civile, dopo l’addebito disciplinare che il club contesta a Petkovic in merito alla sua firma del contratto, in vigore dal primo luglio, per allenare la nazionale della Svizzera. Le contestazioni biancocelesti sono state esplicitate nella lettera del 28 dicembre, la risposta del bosniaco è arrivata ieri sera a Formello.Petkovic e Manicone hanno varcato l”ingresso di Villa San Sebastiano con in mano una copia del contratto della Federazione Elvetica. E’ visibile la firma del 23 dicembre, per dimostrare quanto scritto nelle contro-deduzioni difensive: «Non c”è stata alcuna violazione delle norme. E per noi il progetto biancoceleste deve continuare, come concordato, sino a giugno». La Lazio contesta le trattative, sempre negate da Vlado, precedenti con la Svizzera e la comunicazione della firma, una volta già avvenuta. Sono accuse di “slealtà” – ma non c”è nessuna violazione delle regole vigenti – per le quali Lotito aveva già dato mandato all’avvocato Gentile di procedere al licenziamento per giusta causa: “E’ illegittimo”, tuonava già ieri l”avvocato D”Onofrio. Pronto a parlare per trovare una soluzione concordata, ma anche a un”eventuale contro-vertenza. Esonero o accordo per la risoluzione (con buonuscita), tutto può succedere.

AGGIORNAMENTO ORE 16.00 – Come previsto, i legali delle due parti in causa si stano confrontando in questi minuti all’interno di Villa San Sebastiano. Confermata anche l’indiscrezione che voleva assente il presidente Lotito.

AGGIORNAMENTO ORE 13.30 – Secondo quanto riferito da SkySport24, all’incontro Lazio-Petkovic programmato per oggi, non ci sarà Claudio Lotito. Dalle due parti del tavolo siederanno, da un lato Vlado e i suoi legali, dall’altro, gli avvocati della società biancoceleste.

 

ROMA – Ieri, intorno alle 16, è arrivata alla Lazio la risposta formale di Petkovic, che si trova a Roma e ha chiesto un confronto a Lotito. Oggi lo avrà, di sicuro con i legali, quasi certamente anche con il presidente se è vero che l’appuntamento è stato fissato a Villa San Sebastiano. Lotito è annunciato di rientro da Cortina e dovrebbe incontrare il tecnico bosniaco. La società biancoceleste intende procedere con il licenziamento per giusta causa, potrebbe “accontentarsi” di una sanzione inferiore, oppure trovare un accordo, risolvendo il contratto attraverso una transazione. Conciliazione o scontro? Inutile fare previsioni. Basterà aspettare. Di sicuro, dopo l’incontro e di sicuro entro domani, verrà ufficializzata la nomina di Edy Reja, già al lavoro e ancora in attesa di tesseramento per poter accomodarsi in panchina lunedì sera con l’Inter.

 

 

RISPOSTA – Ieri scadevano i cinque giorni di tempo per fornire giustificazioni alle contestazioni mosse dalla Lazio. La lettera di Petkovic è stata inviata dall’avvocato Paco D’Onofrio, che ne ha assunto la difesa e due giorni fa aveva veicolato le dichiarazioni del bosniaco, futuro ct della Svizzera e deciso a difendere lo stipendio. Sino a ieri era “sospeso” e “dispensato” dal presentarsi a Formello, dove la Lazio, dal 30 dicembre, giorno della ripresa degli allenamenti, è stata affidata a Edy Reja. Petkovic ha ribadito di non aver commesso alcuna infrazione e di aver sottoscritto il contratto con la Svizzera in data 23 dicembre. Peraltro il regolamento non gli impediva divieti e non lo costringeva ad avvertire la Lazio, infuriata per il comportamento tenuto nell’ultimo mese di attività (ha sempre negato la trattativa) e di aver appreso del suo futuro incarico attraverso i mezzi di informazione che rilanciavano il comunicato della federazione di Berna. Ora si discute di soldi. Ballano 600 mila euro lordi per il tecnico e i suoi due collaboratori. L’incontro Lotito-Petkovic partorirà una soluzione?

 

STATUTO – Sabato 28 dicembre la Lazio aveva avviato la procedura di licenziamento per giusta causa ricorrendo allo Statuto dei Lavoratori. Lotito non avrebbe bisogno di chiedere una deroga alla clausola compromissoria per trascinare Petkovic davanti al Tribunale del Lavoro. L’accordo collettivo per gli allenatori non c’è più. E’ stato disdettato e non più rinnovato. Nel caso dei calciatori esiste il Collegio Arbitrale a cui rivolgersi per le controversie. Ma non esistono organi a cui riferirsi per i tecnico. Ecco perché oggi la Lazio ritiene di poter portare Petkovic davanti a un giudice ordinario. Lotito contesta al bosniaco il comportamento sleale e il danno d’immagine per una trattativa condotta nel pieno dell’attività con la Lazio. Non esistono divieti, ma neppure autorizzazioni. C’è un vuoto normativo.

 

REJA – Ora la Lazio può anche pensare ad una sanzione inferiore (multa salata) oppure annunciare l’esonero di Petkovic, riservandosi «nelle sedi opportune» di continuare la vertenza con il bosniaco.Ulivieri, presidente dell’associazione italiana allenatori, si è schierato con Petkovic. «Non ha violato i regolamenti e per tesserare Reja la Lazio deve prima comunicare al settore tecnico di Coverciano l’esonero di Vlado» ha spiegato durante un intervento a Radio Radio. Nel pomeriggio ha contattato al telefono Petkovic. Lotito si sente al sicuro. Domenica si presenterà a Formello e spiegherà tutto, compresa la strada imboccata. C’è il precedente della Fiorentina: licenziò Rossi per giusta causa dopo il pugno a Ljajic. La vertenza tra Delio e il club viola è ancora in corso. Caso diverso, ma stesso iter giudiziario. (Corriere Dello Sport)

 

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