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FA10: dribbling e sacrificio per la Lazio di Inzaghi

L'esterno biancoceleste sta disputando la sua miglior stagione per continuità, ora può diventare un top player

redazionecittaceleste

di Lorenzo Ottaviani

ROMA - In questa stagione stiamo assistendo ad una maturazione silenziosa ma costante, quella di Felipe Anderson. Giocatore che da anni dimostra di avere colpi da top player, ma che troppo spesso è stato accusato di accendersi ad intermittenza e prendersi pause ingiustificate nell’arco della gara. Quest'anno l'ex Santos ha segnato meno - 4 reti fra campionato e Coppa Italia - ma ha servito ben 13 assist vincenti in stagione. L'aver cambiato la sua posizione in campo arretrando come quinto a destra nel centrocampo a cinque l'ha allontanato la porta, ma non ne ha diminuito la pericolosità in campo. Difatti con le enormi qualità atletiche di cui dispone, è in grado di coprire la fascia sia offendendo che difendendo. Questo è uno dei miglioramenti che ha messo in mostra nella stagione in corso.

PRESSING E FANTASIA - Il 10 biancoceleste riesce ad interpretare le due fasi in maniera convincente, con abnegazione e spirito di sacrificio. Proprio  questa sua ultima caratteristica si è evidenziata quest'anno, testimoniata dal fatto che è riuscito a recuperare la sfera ben 113 volte (terzo miglior risultato in Serie A), più di incontristi come Biglia e Nainggolan. La sua generosità in fase di ripiegamento non impedisce al talento brasiliano di creare pericoli con giocate imprevedibili sulla trequarti offensiva, questo anche grazie alla sua capacità di dribbling. è degli ultimi giorni il dato secondo il quale Felipe Anderson sia il miglior 'dribblomane' del campionato italiano, per il miglior rapporto fra dribbling tentati e riusciti. Parlando di classifica, chi riuscirà ad arrivare quarto? CONTINUA A LEGGERE

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