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Fascia a vita e ritorno al gol: i progetti di Lulic

Fascia a vita e ritorno al gol: i progetti di Lulic

Finalmente la benda da capitano con lui sembra aver trovato pace: in arrivo il rinnovo per il bosniaco

di redazionecittaceleste

ROMA – Quella fascia, adesso, è sul braccio giusto. Non solo perché Senad Lulic è, e resterà per sempre, un’icona biancoceleste, l’uomo del 26 maggio, colui che rese possibile la vittoria nel derby più importante della storia.

Con lui quella fascia sembra aver trovato pace. Troppi avvicendamenti negli ultimi 15 anni. Effetti collaterali del calcio moderno, nel quale i cambi di casacca sono molto più frequenti di un tempo. Ma essere il capitano di una squadra non può mai essere una vicenda transitoria. Così invece è stato per la Lazio dal 2002 in avanti, da quando ci fu il doloroso addio di Alessandro Nesta. È lì che nacque la famigerata maledizione della fascia di capitano. Chi la indossava finiva poi con l’essere ceduto nel giro di una-due stagioni al massimo. Dopo Nesta accadde per Favalli (rimasto capitano per due anni), per Couto (un an- no), per Cesar, Liverani e Oddo (ciascuno dei tre soltanto per sei mesi, un record), poi Zauri (un anno e mezzo). Un minimo di stabilità era stata trovata con Tommaso Rocchi rimasto capi- tano 4 anni e mezzo, ma poi an- che lui è stato ceduto (all’Inter). Il suo successore, Mauri, ha portato i gradi per due anni e mezzo. Poi la fascia è passata a Biglia, che l’ha tenuta per due anni, prima di essere ceduto anche lui (al Milan).

LA CONTINUITÀ

Da un anno e mezzo la fascia è di Senad Lulic. Un capitano eletto a furor di popolo per quello che rappresenta il suo nome. Ma scelto anche per una fedeltà al progetto biancoceleste che non è solo di facciata. E che rende possibile, anzi probabile, una «legislatura» lunga. Lulic, a differenza di molti suoi predecessori, non ha alcuna intenzione di andar via. Alla Lazio è arrivato nel 2011, questa è dunque la sua ottava stagione con la maglia biancoceleste, solo Stefan Radu ha una militanza laziale più lunga. La prossima per Lulic sarà la nona e, al momento, ultima, visto che il suo contratto scade nel 2020. Ma il giocatore già da qualche tempo sta discutendo con la società un prolungamento – ricorda la Gazzetta – che renderebbe possibile il suo sogno: quello di chiudere la carriera con la Lazio. E, al contempo, di essere anche un capitano di lungo corso. O quanto meno molto più lungo di quanto accaduto agli ultimi capitani.

L’OBIETTIVO

Lulic, però, è anche tipo che ama fare un passo alla volta. Ha costruito la sua carriera in questo modo, partendo da Coira, nel Cantone dei Grigioni, in Svizzera, per arrivare fino alla gloria della Serie A e della nazionale bosniaca, con cui ha disputato un Mondiale. Così adesso Lulic, più che al sogno di restare a vita in biancoceleste, pensa ai prossimi impegni che attendono la sua Lazio. Nell’ultima partita, quella col Sassuolo, non ha reso come al suo solito. Tutta colpa di un problema muscolare che lo ha tormentato nei giorni precedenti. In questi giorni a Formello (con la nazionale ha deciso di chiudere) cercherà di ritrovare la forma migliore per presentarsi nelle condizioni ideali al match col Milan del 25 novembre. Cercando in quell’occasione di col- mare una lacuna stagionale: quest’anno non ha ancora segnato.

Cittaceleste.it

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