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Gianni Di Marzio: “Domenica gara da tripla. Immobile attaccante moderno”

Il commentatore televisivo parla della difficile partita che attende gli uomini di Sarri

redazionecittaceleste

ROMA - Stati d’animo opposti. La Lazio è arrivata in finale di Coppa Italia superando la Roma, mentre il Napoli non ce l’ha fatta a qualificarsi per la finale del torneo, uscendo a testa alta contro la Juventus. Ora capitolini e partenopei si sfideranno domenica in una partita delicatissima. Battere i campani vorrebbe dire per Inzaghi e i suoi uomini portarsi ad una sola lunghezza dal terzo posto, occupato proprio dalla squadra di Sarri. La partita, dunque, potrebbe rappresentare un incredibile crocevia per la stagione laziale. Per parlare del match la redazione de Lalaziosiamonoi.it ha contattato uno che l’ambiente di Napoli lo conosce bene come Gianni Di Marzio.

Come arrivano Lazio e Napoli a questa domenica?

“In gran forma entrambe, a prescindere da chi è uscita e chi invece ha passato il turno. Sono due formazioni che hanno dimostrato di essere le più in forma del campionato. Il Napoli ha giocato benissimo con la Juventus, specialmente il secondo tempo, però è uscita ugualmente. La Lazio pure ha dimostrato di stare in gran forma passando il turno contro la Roma”.

Chi rischia di più domenica?

“La Lazio ha tutto da guadagnare, il Napoli ha tutto da perdere. Già lo scorso anno i partenopei si sono qualificati per la Champions League. Inoltre sono quattro punti dietro la Roma, se dovessero perdere contro la Lazio sarebbe un problema”.

Si dice che il Napoli giochi il più bel calcio d’Italia…

“Il bel calcio deve portare anche i punti. Ad ogni modo se giochi male puoi vincere una volta o due, ma se pratichi un ottimo gioco riesci sempre a portare punti in classifica. Il Napoli, però, non li ha portati quest’anno, obiettivamente ne ha fatti meno della passata stagione. Ha preso molti gol, bisogna lavorare sotto questo aspetto. I partenopei hanno subito molti gol anche su palle inattive, ma a prescindere se pratichi un calcio come quello dei campani, con una linea difensiva molto alta, rischi di subire il contropiede avversario. Nonostante questo gli uomini di Sarri non ha preso tante reti con il pallone in movimento ma su palla inattiva. I campionati si vincono anche con le migliori difese, non solo con il bel gioco. Si devono avere entrambe le cose”.

Un giudizio sugli attacchi delle rispettive squadre?

“Se fossi stato nel Napoli avrei preso subito Immobile, ma non per i gol che sta facendo adesso, ma per quello che ha fatto durante tutta la sua carriera. Poi lui ci teneva a venire al Napoli visto che è di Torre Annunziata. Lui è un contropiedista ed è modernissimo. Sa pressare alto ed anche se dovesse fare uno scatto di 40 o 50 metri ha ben in mente quello che deve fare. Per me Immobile come uomo gol è super. Per quel che riguarda il Napoli e il suo reparto offensivo debbo dire che Mertens si è trasformato ed è diventato un centravanti moderno, ha imparato e sta imparando come fare la prima punta. Si sta applicando per capire che movimenti fare in rapporto al portatore di palla e all’avversario. Fa i movimenti giusti: va incontro e si allarga, si allunga e poi accorcia. Lui, poi, essendo piccolo di stazza non è che deve necessariamente essere fisico come può esserlo Milik. Si tratta di un giocatore diverso da Felipe Anderson, che non è un esterno. Insigne è un esterno ed Immobile è una prima punta. Mertens sta facendo lo stesso ruolo dell’italiano anche se con caratteristiche differenti. Milik ha fatto tre partite, per quel che mi riguarda se ne riparla il prossimo anno”.

Qualcuno dice che Sarri fa poco turnover…

“Non è del tutto vero: Diawara è giovanissimo ed è stato fatto giocare anche a Madrid, nonostante avesse un playmaker come Jorginho ma ha fatto giocare lui che è giovanissimo. Zielinski ha giocato, Rog uguale. Tonelli è sempre infortunato e i due centrali difensivi danno sicurezza. Inoltre c’è una priorità per Chiriches, Maksimovic, nonostante si siano spesi 25 milioni, purtroppo aspetta il suo turno”.

Un giudizio su Inzaghi e Sarri?

“Le qualità Inzaghi le sta dimostrando, più che la gavetta si è fatto un’esperienza a livello di settore giovanile, mentre Sarri no. Ci sono almeno quindici anni di differenza fra i due. E’ vero che Inzaghi ha 41 anni ed è giovane, ma io in Serie A ho allenato a 33 anni. Personalmente guardo me stesso, e prima di arrivare nella massima serie ho fatto delle esperienze nei dilettanti, poi la Serie C, poi la Serie B ed infine la Serie A. Questa era la gavetta. Sarri ha alle spalle 17 anni di gavetta, purtroppo per lui non è riuscito, per adesso, a concretizzare il bel calcio con le vittorie dei campionati. Spero lo faccia presto, altrimenti resterà un ottimo allenatore che alla fine avrà vinto solamente con l’Empoli. Inzaghi ha tutto il tempo invece per farsi un’esperienza a livello professionale, ora tutto va bene perché ha il vento in poppa. Bisognerà vedere quando le cose vanno male”.

Che partita sarà questa?

“Questa è la classica gara da tripla, il Napoli fuori casa è forte e deve giocare. Inzaghi e Sarri impongono il gioco e mi aspetto una sfida a tutto campo con una gara aperta”. Oggi ha parlato anche Salah, che ripensa al derby perso: CONTINUA A LEGGERE

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