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Il nuovo Felipe, assistman migliore di Dybala e Callejon

Il brasiliano ha fatto dimenticare anche Candreva. Oggi è più cattivo di un anno fa

redazionecittaceleste

ROMA - Più pratico e cattivo, meno fumoso e fragile. Forse è ancora un po’ incostante, ma la strada per diventare un big, Felipe Anderson l’ha imboccata nella giusta direzione. Un po’ lo deve a Pioli che in campo lo lasciava fare e libero di agire, tanto a Inzaghi che, rispetto al suo predecessore, gli ha spiegato cosa deve fare per diventare ancora più forte: applicarsi e sacrificarsi nel lavoro quotidiano, partecipare nel gioco di squadra, provando a diventare decisivo non solo nella fase offensiva ma anche in quella difensiva. E’ stato il salto decisivo. Inizialmente, l’ex talento del Santos ha avuto un momento di sbandamento e di rigetto, poi ha capito e si è evoluto. A farne le spese è stata la sua vena realizzativa, per ora solo quattro reti, contro le venti siglate nelle ultime due stagioni, ma almeno, rispetto al passato, è cresciuto ancora di più sugli assist, visto che attualmente è il più bravo della serie A con ben 28, di cui 11 vincenti. Nessuno come lui, tanto da avere alle spalle gente come Dybala, Callejon, Insigne e l’ex compagno Candreva. Calciatori abituati a spadroneggiare in questo campo. Una serie di risultati che l’hanno fatto crescere non solo tecnicamente - sottolinea ilMessaggero - ma anche nel carattere. Oltre a Biglia, Lulic e Radu, anche il brasiliano, nonostante i suoi ventitré anni, comincia ad avere il suo peso all’interno dello spogliatoio- Una qualità che pensava di non avere, invece pure in campo, anche se non sembra, ha imparato a farsi sentire: CONTINUA A LEGGERE

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