Il Tempo ricostruisce la (vera) telefonata di Lotito, ma Pavoncello: “Mai detto a me della sceneggiata”

Era una chiamata al presidente Pavoncello del Maccabi Roma

di redazionecittaceleste

AGGIORNAMENTO ORE 14:00 – Il presidente del Maccabi Roma Vittorio Pavoncello ha negato di essere lui l’esponente della Comunità ebraica romana in linea con il presidente della Lazio Claudio Lotito il 24 sera nella controversa telefonata della “sceneggiata”, come riferito oggi da ‘Il Tempo’. “Il presidente Lotito nelle chiamate che ha fatto a me la sera del 24 ottobre – ha spiegato Pavoncello in un comunicato – non ha mai pronunciato il termine ‘sceneggiata’, in nessuna accezione. L’avesse fatto, o in un senso o nell’altro, gli avrei immediatamente risposto di non permettersi: sia per il rispetto che porto alla mia Comunità sia per la gravità della vicenda delle immagini antisemite”. “Non sono io dunque la persona – ha sottolineato Pavoncello – con la quale stava parlando nella telefonata diffusa dal Messaggero e attribuitami nella ricostruzione apparsa oggi sul Tempo”. “In tutte le altre conversazioni avute con lui in quelle ore, ho sempre cercato invece di far convergere il possibile incontro con la Comunità in modo concordato e condiviso con l’obiettivo – ha aggiunto Pavoncello – di favorire una riflessione

ROMA – Un altro retroscena su Claudio Lotito. Dopo la polemica sull’adesivo raffigurante Anna Frank con la maglia giallorossa della Roma, il presidente della Lazio si era  recato in sinagoga nella Capitale per portare i suoi omaggi alla comunità ebraica e condannare il gesto. Il Messaggero, però, ha pubblicato la registrazione di una telefonata all’aeroporto in cui il patron biancoceleste avrebbe detto: “Andiamo a fa ‘sta pagliacciata”. Secondo il Tempo, però, la ricostruzione sarebbe sbagliata. O almeno estrapolata dal contesto. Lotito in quel momento era al telefono con Vittorio Pavoncello, presidente del Maccabi Roma ed esponente del mondo sportivo ebraico. Il presidente della Lazio voleva fare in modo di poter portare la corona di fiori alla presenza di qualcuno della sinagoga, proprio per segnare la distanza con gli insulti antisemiti della curva laziale.

LA RICOSTRUZIONE

Nel giro di telefonate, come riporta il Tempo, Lotito avrebbe sentito anche Arturo Diaconale e Stefano De Martino responsabili dell’ ufficio stampa biancoceleste. Lotito avrebbe voluto incontrare la comunità ebraica, senza però riuscire a organizzare un contatto. Non solo. A fianco di Lotito viaggiava in aereo anche il deputato del Pd Dario Ginefra, che se in un primo momento ha negato di aver sentito la telefonata, una volta uscito l’audio del Messaggero ha fatto un piccolo passo indietro. A consigliare a Lotito di portare una corona di fiori in segno di rispetto sarebbe stato proprio Pavoncello. Decisi per i fiori, i vertici della Lazio avrebbero provato a contattare i vertici della comunità per fare in modo che ci fosse qualche esponente a presenziare. Ma alla fine non è stato possibile. Dopo un frenetico giro di telefonate, con cui Diaconale prova anche a contattare il presidente Ruth Dureghello, si arriva alla fatidica chiamata registrata dal Messaggero. “Stando a quanto ricostruito da Il Tempo e dall’ ufficio legale di Lotito pronto a una raffica di querele – si legge nel quotidiano romano – l’ audio incriminato (estrapolato dal contesto) in realtà andrebbe interpretato al contario. E cioè quando Pavoncello conferma per l’ ennesima volta a Lotito che le personalità della comunità ebraica sono all’ estero o non disponibili, ecco Lotito sbottare: ma se non c’ è nessuno che vado a fare, una sceneggiata? Frase ripetuta più volte in più telefonate. Fonti molto vicine alla società confermano a Il Tempo che Pavoncello avrebbe suggerito a Lotito di andare lo stesso a posare la corona perché comunque, alla fine, qualcuno si sarebbe fatto vedere. Lotito avrebbe detto sì, poi però ci avrebbe ripensato. E nel richiedere invano ulteriori rassicurazioni è finito per scontrarsi con la richiesta, velata, di rinunciare alla posa dei fiori”.

RIFIUTO

Lotito insomma si sarebbe lamentato del “rifiuto” o dell’indisponibilità a presenziare da parte della comunità ebraica. Voleva un gesto forte, il presidente, e senza un solo esponente ebraico la cosa sarebbe stata meno convincente. Da qui si arriva al termine “sceneggiata” che tanto ha fatto discutere. Secondo il Tempo il significato di quella parola sta a significare che “senza nessun membro della Comunità, presentarsi davanti alla Sinagoga sarebbe servito a poco anche per dare un ulteriore se gnale, rispetto agli atti già compiuti nel passato, per i tifosi più estremisti della Lazio”. La sceneggiata, insomma, riferita al fatto che portare solo i fiori per Lotito sarebbe stato troppo poco. Avrebbe voluto incontrare la comunità ebraica.

Cittaceleste.it

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