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Ilicic e Milinkovic: i due tuttofare

sergej-milinkovic

I balcanici sfornano una grande prestazione e due doppiette a Bergamo

redazionecittaceleste

ROMA - Due gol a testa, ma non solo. Sempre al centro della partita, sempre protagonisti. Un 29enne sloveno di origini croate e un 22enne serbo con la cittadinanza spagnola, Jesip Ilicic e Sergej Milinkovic Savic. Atalanta-Lazio nel segno della ex Jugoslavia.

MULTIUSO

Ilicic ha dimostrato da tempo che può fare tutto. Ieri sera ha cominciato da esterno destro nel tridente classico di Gasp, poi, poco prima della fine del primo tempo, è andato a fare il trequartista nel 3-4-1-2. Nel frattempo ha fatto un gol splendido, girata al volo di sinistro su lancio del Papu Gomez. All’inizio della ripresa si è ripetuto dal dischetto: non segnava una doppietta dal novembre 2016, contro l’Empoli con la maglia della Fiorentina. La dimostrazione che può essere l’anno della svolta, perché di Ilicic si è sempre sottolineata la sua mancanza di continuità. E invece… Invece ha fatto due gol anche in Europa League confermando che non a caso è il giocatore con la maggior esperienza internazionale: 38 presenze in Europa League tra Maribor, Palermo e Fiorentina e 13 gol. Discontinuo? Una volta ha detto: «Un luogo comune, per due stagioni sono diventato capocannoniere della squadra». Gli altri numeri dicono che è in forma: due tiri in porta oltre ai gol, 42 passaggi positivi, 2 dribbling positivi, 2 duelli vinti. E ha chiuso la partita accanto al connazionale Kurtic che per colpa sua fatica a trovare spazio. Una volta, scherzando ma non troppo, Josip aveva detto: «Avessi saputo che gli avrei tolto il posto, non sarei venuto…». Questa si, è amicizia.

LA FINEZZA

Milinkovic ha un bilancio altrettanto importante: oltre ai gol (con questi è a 5 più 2 in Europa League), 2 tiri in porta, 45 passaggi positivi, 4 contrasti e 20 duelli vinti, 12 palle recuperate. Piedi educati e grande intensità, le qualità che gli hanno permesso di diventare uno dei protagonisti di questa Lazio. Nell’azione del 2-2, ha fatto una finezza: si è spostato il pallone con la suola dal piede destro al sinistro, per poi tirare e battere un Berisha non esente da colpe. Se la Lazio è rimasta in partita nel momento peggiore, cioè sotto di due gol, il merito è soprattutto suo (e di Luis Alberto), esempio di mezz’ala che sa fare tutto. A seguirlo a Bergamo c’erano osservatori da mezza Europa: Manchester United, Chelsea, Monaco. Saranno rientrati soddisfatti. Ogni volta che ha segnato, la Lazio ha poi vinto. La regola è stata interrotta - scrive laGazzettadellosport - ma questo 3-3, dopo una settimana di polemiche, equivale a una vittoria.

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